Portici, il culto di San Pasquale Baylon

Alla fine del XVII secolo i Frati Minori Alcantarini, ordine fondato nel Cinquecento da san Pietro d’Alcantara e provenienti dalla Spagna, costruirono il convento francescano del Granatello a Portici grazie alle elemosine dei fedeli. Il convento inizialmente era molto piccolo e il suolo su cui fu edificato era stato in parte donato da Anna Schioppa e in parte acquistato da Donato Cambarosa. Dai frati il principe d’Elboeuf comprò il suolo sul mare dove fece costruire la propria villa e con l’aiuto del popolo, verso il 1705 sorse l’attuale convento con la Chiesa. Il convento fu poi ampliato: nel 1786, al suo fianco, fu edificata la chiesa che si rifaceva allo stile del Vaccaro.

Era uno di questi frati anche Pasquale Baylon, povero pastore che quando entrò a far parte del gruppo spirituale, si occupò prima della cucina e poi della questua. Dopo la sua morte e il suo essere proclamato beato nel 1618 e poi Santo nel 1690, i Frati laici Alcantarini scelsero come celeste patrono proprio san Pasquale poiché in vita si era distinto per cultura e spiritualità. Nel loro peregrinare i frati invitavano incessantemente i benefattori a invocare l’intercessione del loro patrono a cui rivolgevano tutte le preghiere. Per questo motivo gli Alcantarini, erano spesso chiamati “frati o monaci di San Pasquale”. Inoltre tutti i luoghi di culto da loro realizzati o in cui si sono fermati, erano denominati, al di là della loro ufficiale intitolazione, “conventi di San Pasquale”. Stessa sorte è toccata anche al convento alcantarino al Granatello, il quale sarebbe in realtà intitolato a san Pietro d’Alcantara.
il convento si distingue per la salubrità del clima, il meraviglioso panorama e per la sua storia. È situato sul mare, gode del verde del parco inferiore della reggia ed ha registrato momenti importanti: qui ebbero ospitalità continua i Re prima dell’unità d’Italia e il Papa Pio IX nel 1849.

Questo complesso religioso è particolarmente importante poiché in esso, nel 1769, fu aperta la prima scuola di Portici e perché possedeva una ricca biblioteca che era considerata la migliore della Campania.
Tra questa mura fiorì la santità: ricordiamo San Giovangiuseppe della Croce che diresse la fabbrica del convento e il venerabile Padre Sempliciano della natività, fondatore delle Suore francescane dei Sacri Cuori. Per molti anni Casa di Studio per l’antica Provincia Alcantarina, la casa, in vari periodi, accolse i giovani frati in formazione: Collegio, Noviziato, Studentato di ginnasio e di liceo, e dopo la fusione del 1942 è stata per alcuni anni sede del Noviziato per la nuova Provincia. Nel 1955 la facciata del convento fu completamente rifatta, infatti, quella attuale, non ha nulla della connotazione originaria, ma presenta una facciata in stile contemporaneo. All’interno, sull’altare, c’è una pala che rappresenta la “Morte di San Pietro di Alcantara”, di De Rossi, allievo di Luca Giordano, e uno splendido baldacchino del coro. Infine, custodisce una copia di una tela di San Giuda Taddeo, il cui originale è conservato nell’archivio francescano. Oltre al culto verso San Pasquale, è infatti, diffuso in tutto il napoletano anche quello di San Giuda Taddeo. La fede in questo Santo è nata per opera del venerabile Padre Sempliciano, che ricevette una grazia dallo stesso. Nel 1974 la chiesa conventuale fu eretta Parrocchia ed intitolata a San Pasquale Baylon; oggi conta 2400 abitanti.

I frati svolgono il loro ministero non soltanto nell’ambito parrocchiale, ma accolgono persone per la direzione spirituale e curano la formazione dei gruppi del laicato francescano. Molto viva è ancora oggi la devozione a San Pasquale, molto caro al popolo per la sua fede profonda verso l’Eucaristia e la Madonna e per la sua sensibilità verso i poveri e i sofferenti. Nell’Italia meridionale il culto di San Pasquale Baylon è tradizionalmente legato alla ricerca da parte delle ragazze di un marito e come ricorda anche Matilde Serao è diffusa la preghiera-invocazione seguente da ripetere per nove sere di seguito: “San Pasquale Bailonne protettore delle donne mannateme nu marito rubicondo e sapurito, comme a vuje, tale e quale, gloriosissimo San Paquale”.

Sito web: http://www.sanpasqualeportici.it/ .

 

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