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Il progetto diventa realtà e dal
29 ottobre 2005 il Vesuvio è un museo a cielo aperto non solo per il bellissimo
paesaggio e per i rimandi storici, mitologici, ma anche perché i suoi tornanti
ospitano, in sede permanente, le gigantesche sculture commissionate dal Comune
di Ercolano e dal direttore artistico, Jean-Noël Schifano, a dieci grossi nomi,
molto apprezzati sulla scena internazionale. Un evento di rilievo
internazionale, come è stato messo giustamente in rilievo da Schifano nel corso
della presentazione dell’iniziativa: «Non c’è nessun altro vulcano al mondo,
nessun altro luogo di montagna per il quale sia stata pensata una cosa del
genere, un intervento che coniuga bellezze naturali - che non hanno bisogno di
parole tanto il Vesuvio è conosciuto, un’icona mondiale - con il genio degli
artisti che hanno apportato al fascino del vulcano il soffio della loro arte».
Ma questa mostra permanente della lava vulcanica vesuviana è anche un paradigma
della «sapienza del fare» dal momento che la creatività degli artisti ha trovato
una simbiosi perfetta, molto più di una collaborazione, negli scalpellini
vesuviani, artisti del taglio della pietra e conoscitori delle energie interne
che ogni pezzo di pietra porta con sé.
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Ascoltando con gli occhi
Mark Brusse
(Olanda) |
Totem
Dimas Macedo
(Portogallo) |
L’antenato
Vladimir
Velickovic
(Jugoslavia) |
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Il tempo inesorabile
Johannes Grützke
(Germania) |
Gli occhi di Napoli
Lello Esposito
(Italia) |
Terra vivax
Ruri
(Islanda) |
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Torso del Vesuvio
Miguel Berrocal
(Spagna) |
In faccia al Vesuvio
Denis Monfleur
(Francia) |
Icaro
Antonio Seguì
(Francia/Argentina) |
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L’angelo di fuoco
Alexandros
Fassianos
(Grecia) |
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