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Vesuvio, si ipotizza una tassa di scopo per garantire più sicurezza   (da Il Denaro del 13 Febbraio 2007)

(di Angelo Carrella) Una tassa di scopo per garantire maggiore sicurezza ai cittadini che risiedono nella cosiddetta ‘zona rossa’ del Vesuvio. E' la proposta lanciata nel corso del forum "De Vesuvio Colloquium-Parlando e riparlando del Vesuvio", svoltosi a Torre del Greco (in provincia di Napoli) e promosso dallo sportello informativo sul Vesuvio del Comune torrese.
L'idea è stata lanciata da Ennio Forte, ordinario di Economia dei trasporti all'Università Federico II, ed è stata ripresa dal vulcanologo Giuseppe Luongo. Proprio l'ex direttore dell'osservatorio vesuviano l'ha ribattezzata Tasv: tassa sicurezza vulcanica.
"Potrebbe essere un obolo a carico di tutti i cittadini della Campania - spiega ancora Forte - ma si potrebbe pensare anche ad una semplice e minima tassazione sui bilanci degli assessorati regionali o meglio ancora un ricavo dal marketing del Vesuvio, che attualmente è impossibile quantificare per mancanza di cifre inconfutabili. Il Vesuvio ha un notevole potenziale turistico: se solo si riuscisse ad intercettare parte dei turisti che ogni anno si recano al santuario o agli scavi di Pompei, sarebbe un utile strumento per poi finanziare in parte la sicurezza dei cittadini dei comuni che vivono alle falde del vulcano".
Presente alla giornata dedicata al vulcano anche il direttore dell'Osservatorio vesuviano, Giovanni Macedonio, che ha parlato dei segnali solitamente premonitori di un'eventuale eruzione: "Sono tanti, alcuni visibili giorni prima, altri anche mesi prima di un evento eruttivo. Si va dalla minima deformazione del territorio, a terremoti fino al surriscaldamento delle falde acquifere". Critico con l'attuale piano di evacuazione è l'ordinario di Progettazione architettonica ed ambientale all'ateneo federiciano, Aldo Loris Rossi: "Appare astratto. Penso al fatto che gran parte della popolazione che viene allontanata dalla zona rossa viene spedita oltre regione, in moltissimi casi a centinaia di chilometri da casa. Si dovrebbe invece individuare un'area meno disagiata, prevedere insomma spostamenti più contenuti, nell'ordine dei 30 chilometri".

 

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