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Vesuvio, zona gialla: pubblicate le disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza

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mappa_gialla_d0È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 novembre 2015 contenente le “Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico”, ovvero per la zona gialla. “La Direttiva – spiega il Dipartimento della Protezione civile – definisce questa zona come l’area, fuori dalla zona rossa, esposta alla consistente ricaduta di materiale piroclastico e comprende 63 comuni delle province di Napoli e Salerno e tre quartieri del Comune di Napoli. Questi comuni e quartieri sono quelli nei quali – in caso di eruzione sub-pliniana* presa come scenario di riferimento – l’intero territorio, o una parte di esso, sarebbe esposto a una consistente ricaduta di materiale piroclastico. Il valore preso come riferimento, che potrebbe causare il collasso delle coperture degli edifici, è 300 kg al metro quadro, equivalenti a circa 30 centimetri di accumulo al suolo: nei territori ricompresi in zona gialla questo valore di carico potrebbe essere superato con una probabilità del 5%.” Per i comuni rientranti in zona gialla sarà necessaria l’adozione di specifiche misure di salvaguardia per la popolazione, con strategie operative diversificate e attuabili in maniera dinamica sul territorio al momento dell’emergenza. Infatti, l’area effettivamente interessata dalla ricaduta di materiale piroclastico durante l’eruzione con valori di carico elevati non è individuabile preventivamente, ma solo a evento in corso quando saranno note le reali condizioni eruttive e di vento. La direttiva inoltre prevede che il Capo del Dipartimento della Protezione civile d’intesa con la Regione Campania e sentita la Conferenza Unificata, “dalla pubblicazione del provvedimento avrà cinque mesi di tempo per fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile le indicazioni per l’aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza per la zona gialla”. “Questa ultima Direttiva – sottolinea il DPC – rappresenta un ulteriore e importante intervento nell’attività di aggiornamento della pianificazione per il rischio vulcanico al Vesuvio che il Dipartimento nazionale di protezione civile sta portando avanti, da anni, in stretto raccordo con la Regione Campania. Si tratta di un passo importante che segue la Direttiva del Presidente del Consiglio del 14 febbraio 2014 sulla zona rossa e le successive “Indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per rischio vulcanico della zona rossa dell’area vesuviana” del Capo del Dipartimento della Protezione civile pubblicate in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 marzo. La pianificazione nazionale nasce dal concorso delle pianificazioni di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni centrali e periferiche, alle organizzazioni di volontariato e alle società di servizi: l’obiettivo del piano di emergenza nazionale, infatti, è quello di assicurare la mobilitazione di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale.

Vesuvio, delimitata la zona gialla a rischio ceneri: comprende 63 comuni

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Procede il percorso di pianificazione dell’emergenza legata al rischio vulcanico del Vesuvio. Dopo l’individuazione della zona rossa e la messa a punto di un piano di evacuazione della popolazione dei comuni vesuviani in non più di 72 ore, è stata approvata, con una delibera della giunta regionale, la mappa che include paesi e aree esposte al rischio ceneri. Territori che vedranno un’emergenza di serie B, ma che devono dotarsi di un piano adeguato per fronteggiare le conseguenze e adeguare la pianificazione del territorio al rischio. “I comuni della zona gialla​ – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile Edoardo Cosenza –​ sono stati definiti considerando le statistiche storiche del vento in quota, statistiche che indicano le direzioni est e sud-est come quelle dove il vento spira più giorni all’anno: perciò, nello scenario eruttivo considerato, quest’area è considerata quella con una probabilità maggiore di essere coinvolta nella ricaduta di ceneri vulcaniche con il possibile conseguente crollo dei tetti”.

Rischio Vesuvio, zona gialla“I 63 Comuni interessati dovranno tener conto del problema nei piani di emergenza recentemente finanziati dalla Regione Campania – prosegue l’assessore – identificando le strutture sicure staticamente per un pronto ricovero dei cittadini e seguendo le indicazioni regionali e nazionali che verranno successivamente prodotte, nel caso che si debba provvedere a evacuare la popolazione, in tutto o in parte, fuori dal​​ comune​”.​ ​ “L’obiettivo di medio termine, spiega l’assessore, “è quello di evitare completamente queste problematiche, mettendo in sicurezza tutte le coperture della zona gialla. A tal fine la delibera approvata dalla Giunta regionale fornisce anche indicazioni sui carichi verticali da cenere (concomitanti con la pioggia), che dovranno essere considerati nella realizzazione di nuove costruzioni o nell’adeguamento delle esistenti, e sugli spessori di cenere attesi. Sarà molto importante l’adozione di tali indicazioni da parte dei Comuni che potranno inserirle nei Piani ​u​rbanistici comunali. Finalmente poniamo rimedio ad una mancanza dei decenni passati. Anche i comuni in zona rossa potranno utilizzare le indicazioni per la messa in sicurezza delle coperture ​”. “Oltre al problema del collasso dei tetti – aggiunge Cosenza – la deposizione delle ceneri vulcaniche può produrre, a livello locale, l’intasamento delle fognature, difficoltà di circolazione degli automezzi, interruzione di linee elettriche e di comunicazione, possibilità di arresto di motori. Pertanto, sono fornite indicazioni sugli spessori di cenere anche al di fuori della zona gialla”, ha concluso Cosenza.

“La delibera regionale – ha dichiarato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli – è un ulteriore tassello del complesso puzzle che è la pianificazione di emergenza. Si aggiunge, infatti, al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri sull’aggiornamento della zona rossa vesuviana, agli indirizzi per l’aggiornamento della pianificazione che devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale. E ancora una volta emerge come la condivisione dell’intero percorso all’interno del servizio nazionale della Protezione civile sia fondamentale, partendo proprio dai Comuni”.