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Il Vesuvio “diverso” visto dall’Appennino

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Stesso vulcano, stesso profilo, stesso paesaggio. Ma visto da un’altra angolatura. Siamo abituati ad ammirare il Vesuvio attraverso le classiche foto scattate dai belvedere di Mergellina o della Penisola sorrentina: un’imponente montagna verdastra che degrada dolcemente sul mare del golfo di Napoli. Sandro Montefusco, giovane biologo molecolare con la passione per la fotografia e il trekking, ce ne offre, invece, una visione diversa, molto più rara e altrettanto affascinante. In particolare, in occasione di due escursioni, tenute qualche settimana fa, Montefusco ha atteso l’alba per scattare qualche foto al panorama intorno, visto dalla cima di una montagna. Niente cavalletto: “Basta una semplice cordicella per fissare il corpo macchina a una staccionata  –  dice Sandro – e avviare uno scatto con con un’apertura dell’otturatore lunga circa 20 secondi, che catturare quanta più luminosità possibile”. Il risultato è davvero spettacolare. Monti e colline nere, che sembrano galleggiare su un mare di luci d’autostrade e lampioni, mentre le città intorno ancora dormono e il cielo inizia a tingersi di rosso. La prima immagine, risalente al novembre 2014, proviene dalla sommità di Pizzo San Michele, una montagna di 1600 metri nell’Appennino campano, al confine delle province di Salerno e Avellino, tra i comuni di Calvanico e Solofra. La foto abbraccia l’estensione di tutto l’agro nocerino sarnese, col Vesuvio e Monte Somma ben visibili sul lato destro. La seconda fotografia, invece, proviene dal massiccio di Montevergine. Qui, dietro la sagoma del vulcano campano, s’intravedono anche i profili di Procida e Ischia. (testo paolo de luca – foto sandro montefusco).

Vesuvio dall'Appennino

Vesuvio dall'Appennino