Month: aprile 2015

Rischio Vesuvio, protezione civile ai Sindaci: Attenzione ai carichi da cenere

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Una missiva ai sindaci della zona rossa e della zona gialla del Vesuvio è stata inviata dalla Protezione civile della Campania per chiedere alle amministrazioni di valutare con attenzione gli effetti strutturali che potrebbero derivare dai carichi da cenere in caso di eruzione del Vesuvio sia nella zona rossa che nella zona gialla, tenendo conto delle linee guida approvate dalla Giunta regionale il 9 febbraio scorso.

La necessità è emersa per fare in modo che i Comuni interessati si dotino di un valido strumento che porti ad adeguare gradualmente gli immobili rendendoli in grado di resistere ai carichi da cenere. Inserendo infatti le Linee Guida nei piani di emergenza che i Comuni stanno sviluppando con fondi regionali di protezione civile e inserendole nei piani urbanistici si potrebbe intervenire nell’adeguamento delle costruzioni esistenti e sulle nuove costruzioni.

Ai sindaci si segnala che, in coordinamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile, si è valutato il valore di un carico che probabilisticamente sia omogeneo con le norme tecniche sulle costruzioni; in particolare si è scelto il carico da cenere che ha probabilità del 10% di superamento nel corso dell’eruzione subpliniana di scenario, considerando il massimo valore in ciascun comune che si é ricavato dagli studi dell’INGV; nella valutazione del massimo sono escluse le zone Sic e Zps.

Il carico a secco della cenere va opportunamente incrementato in caso di pioggia e vanno utilizzate le stesse regole del calcolo delle azioni da neve. Quindi il carico indicato vale per le coperture piane, mentre diminuzioni del carico si hanno all’aumentare della pendenza del tetto.

Vesuvio, pubblicate indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni

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Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le Indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per rischio vulcanico della zona rossa dell’area vesuviana emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, come previsto dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 febbraio 2014. L’atto del 2014, infatti, non solo ha sancito formalmente, per la prima volta, la nuova zona rossa per l’area vesuviana – ovvero quella da evacuare in via cautelativa in caso di ripresa dell’attività eruttiva – e individuato i gemellaggi tra i 25 Comuni coinvolti e le Regioni e Province Autonome che dovranno accogliere la popolazione evacuata in caso di necessità, ma ha anche stabilito i successivi adempimenti in materia di pianificazione che ricadono sull’intero sistema di protezione civile. La pubblicazione delle Indicazioni, quindi, “segna un nuovo, decisivo, passo avanti nelle attività di pianificazione che investono l’intero Servizio Nazionale di Protezione civile. Infatti, obiettivo principale del documento pubblicato in Gazzetta Ufficiale è indicare alle componenti e strutture operative coinvolte in caso di emergenza vulcanica al Vesuvio la strategia comune da perseguire nell’aggiornamento, ognuno per la propria parte di competenza, dei singoli piani di emergenza che andranno poi a comporre il complessivo piano nazionale”, sottolinea una nota della Protezione civile.

Nello specifico, il documento è articolato in sei diverse sezioni, spiega la nota: “La prima contiene la strategia generale volta a tutelare la vita dei cittadini in caso di ripresa dell’attività eruttiva del Vesuvio e le attività previste nelle varie fasi operative per le diverse componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile. La seconda fornisce indicazioni di carattere generale per la definizione dei Piani interni, di comunicazione e di settore; in particolare, questi ultimi devono garantire l’integrazione e l’armonizzazione delle azioni di tutte le amministrazioni e gli enti coinvolti. La terza sezione definisce gli elementi necessari per l’elaborazione dei piani di allontanamento dalla zona rossa e di trasferimento e accoglienza della popolazione nelle Regioni e Provincie Autonome gemellate; nella quarta parte sono contenute specifiche indicazioni per la pianificazione di emergenza delle amministrazioni territoriali. La quinta sezione riguarda le attività di pianificazione e coordinamento generale che spettano al Dipartimento della protezione civile, mentre l’ultima fornisce elementi volti a garantire la continuità amministrativa degli enti locali”.

“Il lavoro che ci aspetta per completare l’aggiornamento impegnerà l’intero Servizio nazionale della protezione civile – ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli -. Tutti dovranno lavorare in modo sinergico, perché un buon piano nazionale di emergenza deve necessariamente derivare dal contributo, ai vari livelli, delle singole pianificazioni di settore. Non dobbiamo, però, fare l’errore di pensare che una volta raggiunto l’obiettivo le attività siano concluse: come si è sempre detto, i piani di emergenza per essere strumenti validi quando sarà necessario metterli in pratica devono essere aggiornati periodicamente, condivisi con i cittadini e testati in esercitazioni”. L’Assessore alla Protezione civile e alla Difesa del suolo della Regione Campania Edoardo Cosenza aggiunge: “E’ una tappa importantissima, condivisa a livello nazionale. La Regione ha già istituito con delibera il Gruppo di lavoro ‘Rischio Vulcanico’ che tempestivamente seguirà tutte le azioni di competenza regionale, relative a trasporti, sanità, telecomunicazioni, salvaguardia dei beni culturali. Nel frattempo i Comuni con finanziamento regionale possono aggiornare i Piani di emergenza. Insieme all’Assessore ai Trasporti, Sergio Vetrella, seguiamo i lavori per avere una viabilità primaria intorno al Vesuvio adeguata per un’eventuale emergenza di dimensioni enormi. Ci attende ancora un lungo percorso ma lo seguiremo con tenacia”.