Month: febbraio 2014

Pompei, il Vesuvio erutta sul grande schermo

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Il gladiatore che sussurrava ai cavalli sotto l’ombra del vulcano. Pompei 3D di Paul W. S. Anderson (in sala da giovedì 20 febbraio) è uno scintillante fritto misto cinematografico con due fascinosi protagonisti, Kit Harington e Emily Browning e un contorno di comprimari famosi, Carrie-Ann Moss, Kiefer Sutherland. Il tutto innaffiato da bombe di lava, venti di cenere, vapori bollenti, scosse di terremoto, in una iperrealistica eruzione 3D. Mentre lo straordinario sito archeologico continua a franare pezzo a pezzo, la storia di Pompei mantiene nel tempo tutto il suo fascino. Dopo gli incassi record del bel documentario tridimensionale realizzato dal British Museum (Pompei), ora è Hollywood a rispolverare e lucrare sul mito della cittadina sepolta sotto la lava del Vesuvio. “Erano sei anni che pensavo di portare sullo schermo questa storia. La vicenda di Pompei, la storia degli antichi romani mi ha affascinato fin da ragazzino. Provengo dal Nord dell’Inghilterra a Newcastle upon Tyne, dove passa il Vallo di Adriano, la fortificazione in pietra che segnava il confine dell’Impero Romano”. Il regista, lo stesso della saga zombie Resident Evil e marito di Milla Jovovich, realizza una spettacolare americanata, ma ha fatto i compiti: ha girato per una settimana a Pompei riprendendo il vulcano e gli scavi da ogni angolazione per poi ricostruirli al computer in maniera corretta. E a proposito di province dell’impero, il protagonista di Pompei è il gladiatore detto “il Celto”. Da ragazzino assiste allo sterminio del suo villaggio e dei suoi genitori ad opera della legione guidata dal senatore Corvis (Kiefer Sutherland) e dal suo scagnozzo riccioluto. Il bimbo scampa alla strage ma non a una banda di schiavisti che lo cattura e lo alleva al combattimento all’ultimo sangue. Talmente letale da essere portato a “far spettacolo a Pompei” nel 79 dopo Cristo. Il bimbo cresciuto è Milo (Kit Harrington), 27 anni, alle spalle una madre commediografa, la scuola di teatro, un ingaggio al Royal Natonal Theatre e la serie culto Il trono di spade (dal 6 aprile da quarta serie) in cui interpreta Jon Snow, il figlio bastardo del Kord di Grande Inverno, uno dei personaggi più amati dal pubblico. Carismatico, dolce e muscoloso (per l’attore l’allenamento sul set era diventato ossessione), Milo possiede il dono di comunicare con i cavalli e grazie a questo incontra la bella e aristocratica Cassia (Emily Browning, vista in Sucker punch), già inutilmente corteggiata e poi inseguita dal senatore corrotto Corvis-Kiefer. Storia d’amore alla Titanic, ma stavolta lo scoglio è di lava. Oltre a 98 minuti di divertimento, conditi da molti combattimenti nell’arena, Pompei è gioca soprattutto la carta del film catastrofico. Avverte il regista “la tragedia di Pompei ci ricorda la vendetta della natura. La cittadine viveva nell’opulenza e nella modernità, tutto è stato distrutto in un giorno”.

Vesuvio: aggiornato il piano d’emergenza, 25 comuni da evacuare

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Sono state firmate oggi dal Presidente del Consiglio dei Ministri le disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio.
Il documento, che ha ottenuto l’intesa della Conferenza unificata lo scorso 6 febbraio, oltre a stabilire l’area da evacuare cautelativamente in caso di ripresa dell’attività eruttiva, definisce i gemellaggi tra i 25 Comuni che hanno aree ricadenti proprio nella cosiddetta zona rossa e le Regioni e Province Autonome che accoglierebbero nei loro territori la popolazione evacuata. Le aree da sottoporre ad evacuazione cautelativa sono, infatti, sia quelle soggette ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici (zona rossa 1) sia quelle soggette ad alta probabilità di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di materiale piroclastico (zona rossa 2).
In particolare, saranno i successivi protocolli d’intesa che Regioni e Province Autonome dovranno sottoscrivere con la Regione Campania e le amministrazioni comunali interessate – d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile – a rendere effettivamente operativi i gemellaggi, prevedendo specifici piani per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione da assistere.
Nel frattempo, entro 45 giorni da quando le Disposizioni del Presidente del Consiglio verranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale, il Capo del Dipartimento della Protezione civile – d’intesa con la Regione Campania e sentita nuovamente la Conferenza Unificata – dovrà fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile le indicazioni per l’aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza previste per lo specifico rischio vulcanico al Vesuvio, aggiornamento che dovrà compiersi entro i successivi quattro mesi.
La pianificazione nazionale nasce dal concorso delle pianificazioni di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni centrali e periferiche, alle organizzazioni di volontariato e alle società di servizi: l’obiettivo del piano di emergenza nazionale, infatti, è quello di assicurare la mobilitazione di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile come un’unica organizzazione volta a portare soccorso e assistenza ai cittadini.
Le aree da sottoporre ad evacuazione cautelativa, fa sapere la Protezione civile, sono sia quelle soggette “ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici” (zona rossa 1) sia quelle “soggette ad alta probabilità di crolli delle coperture degli edifici per importanti accumuli di materiale piroclastico” (zona rossa 2). I flussi piroclastici sono la colata lavica e di gas ad alte temperature.
Saranno i successivi protocolli d’intesa che Regioni e Province autonome dovranno sottoscrivere con la Regione Campania e le amministrazioni comunali interessate – d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile – a rendere effettivamente operativi i gemellaggi, prevedendo specifici piani per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione da assistere.
Nel frattempo, entro 45 giorni da quando le disposizioni del presidente del Consiglio verranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale, il capo del Dipartimento della Protezione civile – d’intesa con la Regione Campania e sentita nuovamente la Conferenza Unificata – dovrà fornire alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione civile le indicazioni per l’aggiornamento delle rispettive pianificazioni di emergenza previste per lo specifico rischio vulcanico al Vesuvio, aggiornamento che dovrà compiersi entro i successivi quattro mesi.
La pianificazione nazionale nasce dal concorso delle pianificazioni di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni centrali e periferiche, alle organizzazioni di volontariato e alle società di servizi: l’obiettivo del piano di emergenza nazionale, infatti, sottolinea il Dipartimento, è quello di assicurare la mobilitazione di tutte le componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione Civile come un’unica organizzazione volta a portare soccorso e assistenza ai cittadini.
“Con la definizione da parte del Governo della zona rossa del Vesuvio e dei gemellaggi, si stabilisce una pietra miliare per il Piano di emergenza Rischio Vesuvio: i 700mila abitanti interessati (150mila in più rispetto al precedente Piano), in caso di necessità verrebbero trasferiti nelle Regioni gemellate, sostenuti dallo Stato”, è stato il commento dell’assessore regionale alla Protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza.
Ecco i gemellaggi tra i Comuni delle zona rossa e le Regioni Comuni che accoglieranno gli evacuati:  (da La Repubblica Napoli del 14 febbraio 2014)

Piemonte – Portici
Valle d’Aosta – Nola
Liguria – Cercola
Lombardia – Torre del Greco, Somma Vesuviana
Province Trento e Bolzano – Pollena Trocchia
Veneto – San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia, Pomigliano d’Arco (enclave nel territorio di Sant’Anastasia)
Friuli Venezia Giulia – Palma Campania
Emilia Romagna – Ercolano
Toscana – San Giorgio a Cremano
Umbria – San Gennaro Vesuviano
Marche – Poggio Marino
Lazio – Ottaviano, Napoli (parte della circoscrizione di Barra – Ponticelli – San Giovanni a Teduccio)
Abruzzo – Terzigno
Molise – Massa di Somma
Puglia – Torre Annunziata, San Sebastiano al Vesuvio
Basilicata – Boscotrecase
Calabria – Boscoreale
Sicilia – Scafati, Trecase
Sardegna – Pompei