Month: marzo 2010

Piano casa, come impoverire l’economia vesuviana

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Rilancio economico, riqualificazione strutturale ed energetica del patrimonio esistente, mitigazione del rischio sismico e semplificazione amministrativa. Questi gli obiettivi principali del Piano Casa della Regione Campania, che consente una liberalizzazione delle norme per costruire a partire dall’aumento del 20% delle volumetrie per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo criteri avanzati, sicurezza abitativa contro il rischio sismico, riqualificazione e cambio di destinazione per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni. Resta però fuori dall’applicazione della legge la zona cosiddetta “rossa”, quella a rischio Vesuvio. Da qui lo sconcerto dei sindaci del vesuviano, che si sono visti sottrarre un’ importante opportunità per riqualificare e sanare le zone maggiormente devastate dal cemento selvaggio. In realtà il piano casa ha deluso anche le imprese e, soprattutto, i tecnici che hanno studiato a fondo le problematiche e i reali rischi dei territori del Parco Nazionale del Vesuvio. «Il Piano Casa da poco approvato non tiene conto degli studi fatti in tutti questi anni sui rischi e sulle possibilità di riqualificazione della zona rossa. Una vera contraddizione- ci spiega l’architetto Nino Pardo, componente del gruppo studio del Piano Strategico Operativo- se si pensa che sono anni che la Protezione Civile Nazionale sottolinea l’esigenza di andare verso una decongestione dei 18 comuni esposti al rischio vulcanico. Tra l’altro, la L.R. 21/2003, bloccando ogni nuova costruzione di abitazione, ha introdotto il Piano Strategico ed Operativo, al quale hanno lavorato per due anni la Provincia di Napoli, l’ Ente parco e tutti i comuni vesuviani». Quali sono gli obiettivi del Piano Strategico Operativo? «PSO è volto a razionalizzare l’urbanizzazione e la vivibilità dell’area, diminuendo i rischi per la popolazione e, al tempo stesso, utilizzando al meglio le straordinarie potenzialità del territorio vesuviano. Basti pensare che il titolo del Pso è “Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico del’area vesuviana”. In pratica, l’obiettivo è la riduzione dei pesi abitativi attraverso meccanismi incentivanti e premiali di tipo urbanistico e mediante politiche di sostegno alla mobilità abitativa, l’’adeguamento delle vie di fuga, attraverso la razionalizzazione del sistema infrastrutturale. Con la legge piano casa, però, tutto il lavoro del passato è stato vanificato e svanisce così ogni possibilità di riqualificazione e di recupero del patrimonio esistente. Non solo, a Somma, come in tutte la zona rossa, l’attività edilizia e l’economia avrà un’ ulteriore battuta d’arresto». Questo Piano Strategico Operativo è stato approvato? «Sì, è stato aprpovato dalla Provincia ed è tuttora allo studio della Regione Campania che, nel frattempo, ha approvato il piano casa in tutta fretta senza, probabilmente, neanche leggere il PSO. Del resto, visto il susseguirsi di nuove amministrazioni, non tutti i sindaci sono a conoscenza di questo studio effettuato sulla zona rossa». Dunque, non resta che rassegnarsi? «No, anzi! È necessario che la cabina di regia del Parco Nazionale del Vesuvio, sostenuta da tutti i sindaci, si ribelli e chieda un confronto». Al momento, però, il confronto è ostacolato dalla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e gli stessi sindaci della zona rossa, “distratti” dalle imminenti elezioni, sulla questione mantengono i toni ancora bassi. Articolo di Carmela D’Avino, tratto da Il Mediano.it. Foto dalla rete.