Month: dicembre 2009

Così il Vesuvio risolve l’emergenza rifiuti

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Dopo la ex Sari, pronta l’autorizzazione per la seconda discarica di Terzigno, venti volte più estesa. In piena area protetta. E da domani la gestione torna agli enti locali.
Con la chiusura dell’anno cala il sipario anche sui quindici anni di commissariamento rifiuti in Campania. Da affare di stato, l’intera gestione del ciclo dell’immondizia torna alla competenza degli enti locali, gradualmente ma con ripercussioni immediate in bilancio. Finisce così l’emergenza, con la spazzatura ancora lungo le strade in periferia, un buco nelle finanze pubbliche di almeno 400 milioni di euro e nuovi e ambiziosi progetti di smaltimento dei rifiuti pronti al collaudo. L’ultimo riguarda la più grande discarica mai costruita in un Parco nazionale protetto, in grado di superare in capienza anche le stime, già esorbitanti, di 3 milioni di metri cubi. Sul versante vesuviano, a pochissima distanza dalle cittadine di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno, all’interno dell’area a protezione speciale sottoposta a vincolo comunitario.
«Un abuso di stato », a detta del presidente dell’ente Parco, Ugo Leone. Sul destino di questa zona ieri hanno discusso in Conferenza di servizi i rappresentanti del governo, Guido Bertolaso in qualità di commissario straordinario e gli assessori all’Ambiente di Regione e Province. Convocati anche i sindaci delle quattro comunità più a rischio, che hanno denunciato la grave compromissione del loro territorio e minacciato le dimissioni. La rete di comitati cittadini ha manifestato all’esterno di Palazzo Salerno a Napoli, sede del sottosegretariato all’emergenza rifiuti, mostrando le contraddizioni del piano rifiuti di Terzigno. Lungo le pendici vulcaniche, infatti, dal 10 giugno scorso è aperta la discarica ex Sari, in località Pozzelle.
Ancora non entrato in funzione, l’impianto aspetta la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il recente ricorso contro il piano viabilità promosso dall’ente Parco e da Legambiente. I due aspetti posti ieri sul tavolo partenopeo (la ripresa dei lavori della discarica già autorizzata e la convalida del progetto per la nuova) preoccupano tutti, prescindendo dai colori politici. La valutazione di impatto ambientale è stata affidata ai ricercatori della Sapienza di Roma che Pasquale Raia, responsabile Aree protette di Legambiente Campania, valuta «inutile, perché lasciata a persone che non conoscono il territorio, invece che ai tecnici dell’ente Parco».
La nuova destinazione d’uso della cava di Vitiello, infatti, deve fare i conti con le particolari condizioni del terreno vulcanico da cui negli anni sono stati estratti enormi quantitativi di basalto. Proprio perché vi dovranno essere smaltiti i rifiuti «tal quale», quindi senza trattamento, richiede di essere messo in sicurezza. Il geologo Giovanni De Medici, già consulente in numerosi progetti di sversamento, ha pronosticato che «facilmente gli scarti raggiungeranno la falda idrica. Il terreno vulcanico, infatti, è inadatto all’attività di smaltimento al punto da sconsigliare qualsiasi allestimento in quell’area». Contro l’evidenza, la prospettiva di un sito capace di accogliere tutti i rifiuti della Campania per il prossimo decennio e mettere, questo sì, fine all’emergenza. Articolo di Dina Galano, tratto da Terranews del 31 Dicembre 2009. Foto Emergenzarifiuti.it.