Month: ottobre 2009

La Regione stanzia fondi per lo sviluppo del Vesuvio

Tweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on Facebook
La Regione Campania ha stanziato 10 milioni di euro per lo sviluppo delle aree all’interno del parco Nazionale del Vesuvio. Come saranno adesso spesi questi soldi? Per deciderlo, i vertici dell’Ente hanno organizzato una giornata di studi per valutare le proposte dei comuni dell’area del Parco e le richieste degli imprenditori che operano proprio in questa zona. Alla base dei piani di sviluppo c’è il Pirap: progetto integrato rurale per le aree protette, uno strumento attuativo della Regione per il periodo che va dal 2007 al 2013. Si tratta di un progetto di investimento a carattere collettivo per migliorare i sistemi di “governance locali” e coinvolgere tutte le realtà del territorio. Tra i principali obiettivi, una serie di interventi pubblici per migliorare lo stato di conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico potenziando così le attrattive del territorio rendendo maggiormente fruibili i servizi. Ma si punta anche a prevenire i rischi ambientali. I fondi messi a disposizione dalla Regione Campani,verranno distribuiti tra i Comuni a seconda dei progetti che saranno presentati dalle varie amministrazioni comunali entro la fine del 2009. Articolo di Elisa Scarfogliero, tratto da Julienews del 21 Ottobre 2009. Foto Vesuvioinrete.it.

Vesuvio Exhibition: scalatore cieco nella bocca del Vesuvio

Tweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on Facebook
Si è calato nel cratere del vulcano: una coraggiosa sfida caratterizzata da una discesa in doppia corda nel Vesuvio. È la piccola grande impresa di Mario Rivoiro, atleta non vedente torinese. Una straordinaria esperienza, avvenuta domenica mattina, resa possibile grazie alla collaborazione degli istruttori del Mes, dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato e dalle guide del Parco nazionale del Vesuvio. Impresa che ha rappresentato il momento più significativo della «Vesuvio Exhibition 2009», kermesse che per tre giorni ha tenuto impegnati 150 tra atleti, semplici appassionati due nuclei familiari e 20 ragazzi della casa famiglia «Il Pioppo». Un’esperienza multidisciplinare nell’area protetta del Parco nazionale del Vesuvio. I partecipanti all’evento hanno affrontato la massacrante Vertical Kilometer (gara di corsa in alta quota), si sono sfidati su impervi sentieri in mountain-bike, hanno partecipato ad un corso base di protezione civile sul rischio idrogeologico e vulcanico ed hanno assaggiato i prodotti tipici della terra godendo delle bellezze naturali dell’area. L’evento è stato organizzato dall’Associazione nazionale di protezione dell’Ambiente «Movimento ecosportivo sportchallengers», presieduto da Carlo Ferrari, con il Patrocino morale ed il contributo del ministero delle politiche Agricole e Forestali e della Regione. Articolo tratto da Il Corriere del Mezzogiorno del 19 Ottobre 2009. Foto Videocomunicazioni.

Il Vesuvio in vetrina al Ttg di Rimini

Tweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on Facebook
Il patrimonio artistico e naturale dell’area vesuviana in vetrina al Ttg di Rimini, la più importante fiera internazionale b2b (business to business) del settore turistico in Italia. Fino a domenica prossima, il consorzio «Costa del Vesuvio» presenterà ai tour operator di tutto il mondo le nuove offerte promozionali integrate in cui sono state coinvolte le diverse realtà territoriali della filiera del distretto turistico compreso tra San Giorgio a Cremano e Castellammare di Stabia. Grazie alla collaborazione delle istituzioni presenti sul territorio, il consorzio offre ai visitatori la possibilità di acquistare pacchetti all-inclusive che comprendono soggiorno in alberghi a 4 stelle, ingressi agli scavi archeologici e visite guidate nell’area del Gran cono del Parco nazionale del Vesuvio: «L’obiettivo che si è prefissato il consorzio Costa del Vesuvio», è quello di mettere a sistema tutte le risorse presenti sul territorio nel settore turistico – commenta l’imprenditore Luca Ferlaino – Partecipare a questi importanti eventi ci consente di presentare agli operatori internazionali le incredibili potenzialità del territorio vesuviano, proponendo un ventaglio di scelte non limitato al cosiddetto turismo mordi e fuggi ma che preveda anche il soggiorno nelle nostre città». A sostenere «Costa del Vesuvio» in questa nuova forma di promozione turistica del territorio vesuviano ci sono – tra gli altri – la Provincia di Napoli, il comune di Ercolano, l’ente Parco nazionale del Vesuvio, il Mav e la Tess: «Tutte le forze in campo stanno lavorando in sinergia per un concreto sviluppo dell’area – spiega l’esponente del consorzio – Il fatto che si riesca a perseguire questo obiettivo a prescindere dai colori politici rappresenta un buon esempio. Una dimostrazione lampante di questa unione d’intenti è nel clima di grossa collaborazione che s’è instaurato tra la Provincia guidata dal centrodestra e alcuni Comuni, come quello di Ercolano, retti da giunte di centrosinistra: l’assessore al Turismo Valeria Casizzone e il sindaco Nino Daniele insieme stanno facendo molto per il rilancio turistico della zona vesuviana». Se dal punto di vista politico sono importanti le sinergie, per la promozione turistica è decisiva la partecipazione alle più importanti fiere del settore. Dopo aver partecipato lo scorso anno alla Borsa internazionale del Turismo di Milano e al Fitur di Madrid, il consorzio Costa del Vesuvio sta lavorando per presentarsi al World Travel Market in programma a Londra a partire dal prossimo 9 novembre: «Si tratta della manifestazione europea più importante per il settore turistico – sostiene Ferlaino – Il nostro compito è quello di essere sempre presenti con continuità a questi appuntamenti, riuscendo a promuovere il nostro territorio in maniera innovativa». Articolo tratto da Il Mattino del 17 Ottobre 2009.
Link correlati:

Sfida sul Vesuvio, tra gare, incontri e corsi di protezione civile

Tweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on Facebook
Tre giorni di gare, incontri sull´ambiente nozioni base di protezione civile sul rischio idrogeologico e vulcanico: sarà tutto questo la Vesuvio Exhibition 2009. Dal 16 al 18 ottobre, 150 tra atleti, appassionati, nuclei familiari e 20 ragazzi della casa famiglia ´Il Pioppo´ parteciperanno ad un´esperienza multidisciplinare nell´area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio. I partecipanti all´evento affronteranno la massacrante Vertical Kilometer (gara di corsa in alta quota), si caleranno in doppia corda nel cratere del Vulcano, e parteciperanno anche ad un corso base di protezione civile sul rischio idrogeologico e vulcanico. Non solo, potranno assaggiare anche i prodotti tipici della zona. Tra i partecipanti anche un non vedente torinese, Mario Rivorio, che dimostrerà come iniziative di questo tipo oltre che eco-compatibili, sono davvero rivolte a tutti. L´evento è organizzato dall´associazione Nazionale di Protezione dell´Ambiente Movimento Ecosportivo Sportchallengers con il patrocino morale ed il contributo del ministero delle Politiche Agricole e Forestali e della Regione Campania. Un´esperienza che partirà della Riserva Integrale Alto Tirone, il bosco che a breve ospiterà su segnalazione del ministero dell´Ambiente e con il benestare dell´Ente Parco Nazionale del Vesuvio e del Corpo Forestale dello Stato, il primo Eco-Campus fisso in aree protette. Articolo tratto da MetropolisWeb del 14 Ottobre 2009.

Vie di fuga dal Vesuvio, anno zero sui progetti

Tweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on Facebook
Vesuvio, non decollano i piani di fuga dalle zone del rischio. Nessun motivo di allarme, per il momento, ma i programmi della Protezione Civile si sono bloccati. Lo scenario ambientale non è cambiato (anche se gli abusi edilizi sono leggermente diminuiti), le strade che circondano il cratere sono poche, dissestate e sempre intasate, le infrastrutture carenti, come gli ospedali, le scuole, i servizi sociali in tutti i diciotto Comuni della zona rossa (seicentomila abitanti) addensata intorno al cratere. Scappare via dal vulcano, in caso d’improvvisa necessità, significherebbe precipitare nel baratro di una trappola fatale. Ben lo sanno i sindaci e gli amministratori comunali, che inutilmente continuano a sollecitare Prefettura, Regione, Protezione Civile a riprendere i fili della paziente tessitura avviata nel ’96 con il varo del primo piano nazionale di sicurezza per uno dei comprensori a più alto rischio vulcanico del mondo, perché più densamente abitato. Il succedersi incalzante delle grandi catastrofi naturali hanno fatto un tantino slittare l’attenzione sui temi della sicurezza nell’area vesuviana, anche se i vertici nazionali della Protezione Civile assicurano di non aver mai mollato di un solo millimetro la guardia sul fronte napoletano. Di fatto le esercitazioni intercomunali sono ferme dall’ultimo appuntamento, di quattro anni fa, mentre la commissione ministeriale che dovrebbe coordinare i diversi interventi di prevenzione non si riunisce da molto tempo e ancora non è riuscita a varare il piano di sicurezza dei Campi Flegrei, dove bisognerà garantire la sicurezza di quanti abitano (trecentomila persone) delle periferie occidentali di Napoli, oltre che di Pozzuoli, Bacoli, Quarto, Monte di Procida. «All’indomani dell’ultima esercitazione presentati un dossier dettagliato alla Protezione Civile, sollecitando una serie di interventi immediati – spiega Francesco Borrelli, ex assessore provinciale di Napoli -. Non ho mai avuto risposta». La Provincia, in seguito alle gravi carenze riscontrate in quella occasione, decise di realizzare un nuovo programma di segnaletica stradale, d’intesa anche con l’ente Parco, ma gran parte del materiale ancora non è stato ritirato dalle amministrazioni locali, evidentemente poco interessate. Stesso discorso, più o meno, per la sistemazione delle strutture che avrebbero dovuto segnalare, nei punti-chiave dei diciotto Comuni a rischio, i centri di ritrovo per i residenti, in caso d’emergenza, le basi di pronto intervento della Protezione Civile, le località di partenza per l’avvio degli sfollati verso le altre regioni d’Italia, gemellate con la Campania, come si sa, per accogliere le comunità vesuviane costrette eventualmente ad allontanarsi dalle città sotto il tiro dell’eruzione. Dalla tragedia di Messina arriva un monito in più per la mancata difesa di un territorio fragile e stressato da ogni sorta di speculazione urbanistica, ferito dall’aggressione del cemento selvaggio, esposto praticamente su tutti i fronti del rischio ambientale – vulcanico, sismica, idrogeologico – nessuno escluso. Entro qualche settimana la commissione ministeriale dovrebbe procedere all’aggiornamento dei piani di sicurezza per le due zone calde dell’area vulcanica napoletana. Nel frattempo saranno ancor più mobilitate le strutture locali di Protezione Civile e il volontariato. Tutti d’accordo su questo punto: convivere sul magma del Vesuvio e dei Campi Flegrei si può, ma operando con la massima prudenza. Articolo di Franco Mancusi, tratto da “Il Mattino” dell’ 8 ottobre 2009.