Month: settembre 2009

Vesuvio doc, sciopero della vendemmia

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Vendemmia ferma sull’area doc del Vesuvio e la produzione di Lacryma Christi doc rischia di essere dimezzata. Le cantine impegnate fuori dalla provincia di Napoli che da sempre hanno fatto prezzo, abbassano l’offerta di acquisto dell’uva e le aziende agricole rinunciano alla raccolta. Un trend comune a tutta l’Italia, dove in genere il calo è del 20 per cento circa. In Puglia ormai un grappolo di trebbiano costa 0,10 centesimi al chilo. «Come ogni anno si gioca sui tempi – denuncia Giovanni Auricchio, viticoltore – Io produco 53 quintali di uva piedirosso doc. Nell’acquisto ci riduciamo sempre all’ultimo secondo, quando l’uva o va raccolta o buttata. Così da poter abbassare il prezzo. Una forma di pressione commerciale insomma, che si ripete da anni. Ma quest’anno addirittura mi è stata richiesta l’uva a 0,40 centesimi al chilo. A questo punto preferisco non vendere». Della stessa opinione anche le altre aziende agricole, che da anni vendono le loro uve prodotte dai vigneti iscritti a doc. «Siamo tre famiglie a vivere di questa terra – spiega Domenico Vitiello, agricoltore – abbiamo un totale di due ettari e mezzo di area doc per un totale di 250 quintali di uva prodotta annualmente. È la nostra prima attività, da questo lavoro dobbiamo viverci. L’anno scorso sono passati da 0,80 centesimi a 0,60. Quest’anno a 0,40 centesimi. A questo punto preferiamo non raccoglierla, almeno risparmiamo la mano d’opera». Questa situazione situazione che si protrae almeno da dieci anni con il crollo progressivo dei prezzi dell’uva e coinvolge 625 aziende, secondo i dati della Camera di Commercio di Napoli ed una produzione potenziale annua di un milione e 600 chili di uve bianche doc e 2 milioni e 600 chili di uve rosse doc. «Queste aziende agricole – spiega Stefano Tione, esperto mediatore nell’acquisto – in parte vendono alle cantine del Vesuvio. Ma l’offerta maggiore che fissa i prezzi in termini di quantità di uve, arriva dalle altre province della Campania, un totale di otto aziende vitivinicole grandi che producono Lacryma Christi doc, rosso e bianco, anche esportato all’estero. In realtà le cantine attendono sempre il limite massimo per chiudere la trattativa, per mantenersi sullo stesso prezzo. Ma stavolta i contadini sono esasperati e hanno deciso di non vendemmiare». C’è però anche chi sul territorio si muove in controtendenza, come Cantine Podere del Tirone che ieri mattina ha confermato l’acquisto di 1.200 quintali di uve doc a 0,65 centesimi al chilo. «Il nostro obiettivo – dice Sandro Acunzo, responsabile commerciale della cantina – è dare continuità lavorativa ai contadini del Vesuvio. Ci siamo dunque proposti come contro altare per dare sicurezza a chi lavora la terra e invito le altre cantine del territorio a seguire il nostro esempio». «Altra cantina che ha risposto positivamente in questa direzione è Cantine degli Astroni di Napoli, che ha acquistato le uve a 0,60 centesimi – dice Vincenzo Tione, fratello di Stefano e presidente del consorzio di Tutela del Lacryma Christi – ma non basta. Anche perché bisogna considerare che questa estate sono partiti anche i controlli sulle aree doc del Vesuvio ed abbiamo dovuto modificare, quindi con ulteriori spese per i contadini, le certificazioni, perché nel tempo molti ettari di area doc si sono ridotti con parte dei terreni dedicati non ai vigneti ma ortaggi e frutta. E questo riguarda il 40% delle aziende agricole. Insomma il nostro appello è alle grandi cantine fuori provincia: aiutateci a dare continuità lavorativi ai contadini del Vesuvio, con un prezzo decente dell’uva da mantenere minimo a 0,60 centesimi, lo stesso dello scorso anno, altrimenti qui, senza ragioni di reddito, si massacra la vitivoltura». Articolo di Luisa Del Sorbo, tratto da “Il Mattino” del 27 Settembre 2009.

Visi Comunicanti, parte la kermesse

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Domani alle 10, al Palazzo Reale di Portici, parte la kermesse «Visi Comunicanti»: una serie eventi, in cui le contaminazioni tra realtà sensoriale e artistica, tra cibo e territorio e tra mare e Vesuvio, si concretizzano in un «rapporto visivo e sensoriale immediato e chiaro». La mostra-evento è progettata dall’Associazione ArteNapolidaMangiare e promossa da Tess Costa del Vesuvio, Comune di Portici, Parco Nazionale del Vesuvio e Regione Campania e con il patrocinio della Provincia di Napoli. Si parte domani con il convegno d’apertura sul tema: «Il cibo del mare i profumi del vesuviano». Al centro del dibattito il vulcano che con le sue fertili pendici raggiunge il mare, toccando varie implicazioni connesse all’economia del territorio costiero con risvolti in riferimento all’arte e alle produttività tipiche. Seguiranno le performance, tutte da gustare, degli artisti: Salvio Capuano, Gabriele Castaldo, Laura Cristinzio, Mario Ricciardi e di Terre Blu, in unione con gli chef Mario Avallone, ( La Stanza del Gusto, Napoli), Giuseppe Daddio, ( Locanda delle Trame, San Leucio), Nando Salemme (Abraxas Osteria, Bacoli) e con i giusti vini dell’Associazione strada del vino Vesuvio e dei prodotti tipici. In contemporanea al primo piano nobile della Reggia, visite guidate alla mostra «Immaginando/arte/cibo/mare» e le proiezioni-fotografiche di Santiago Faraone Mennella, che continueranno per tre giorni. Una sezione è dedicata ai giovani, e questa volta è toccato all’Ipia «Enriques» di Portici, hanno frequentato un corso svoltosi in tre mesi con il fotografo Pellegrino Meoli. Sempre domani, alle 17,30 nella Sala Cinese con ingresso libero è in programma la performance di cabaret: «Le Fumarole del Gusto». Articolo di Lello Capano, tratto da Il Mattino del 15 Settembre 2009.

Ancora roghi, fiamme nel parco del Vesuvio

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La Campania brucia ancora. Complice il vento forte degli ultimi giorni i piromani si scatenano. Così dalle prime ore di stamattina un rogo è divampato anche sul Vesuvio, in zona Fosso Bianco (Torre del Greco). Le fiamme stanno divorando cinque ettari di bosco. Dalle 9 e 30 sono all’opera sul posto tre squadre dei vigili del fuoco e della Forestale. Utilizzati anche mezzi aerei per domare le fiamme. Focolai di vastissime dimensioni anche nei boschi al confine tra Angri e Lettere. Non sono minacciate le case. Nella notte un incendio è divampato anche a Monte Sant’Angelo. Le fiamme sono state spente dai pompieri dopo molte ore. Articolo tratto da Il Corriere del Mezzogiorno dell’ 8 Settembre 2009.