Month: agosto 2009

Parco del Vesuvio, il Tar boccia le nomine

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Il Tribunale amministrativo regionale di Napoli (sezione prima) ha bocciato, per illegittimità, la designazione dei componenti chiamati a far parte del Consiglio direttivo. Semaforo rosso, quindi, per Antonio D’Agostino, 45 anni, di Ercolano; Domenico Caputo, 48 anni, di Napoli; e Antonio Persico, 48 anni, di Napoli: i tre candidati che, unitamente ai sindaci dei Comuni di Boscoreale, Gennaro Langella, e di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, aspettavano, prima di entrare in carica, l’investitura del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. La sentenza, pubblicata ieri mattina, ha accolto il ricorso del sindaco del Comune di San Giuseppe Vesuviano, Antonio Agostino Ambrosio, mettendo ko la deliberazione della Comunità del Parco, l’organismo collegiale composto dai sindaci dei 13 Comuni e dai delegati del presidente della Regione e del presidente della Provincia. I giudici amministrativi partenopei di piazza Municipio hanno sentenziato che la deliberazione impugnata (è la numero 3), adottata lo scorso 20 aprile, è palesemente illegittima «essendo stati designati soggetti che alla luce dei curricula allegati non posseggono il necessario specifico requisito di persone ”particolarmente” qualificate per le attività in materia di conservazione della natura». È estremamente sintetica la motivazione espressa dal Tar che ha anche condannato l’Ente Parco, non costituitosi in giudizio, al pagamento delle spese di giudizio (1.500 euro). Nell’udienza del 15 luglio scorso, il Tribunale doveva esprimersi sulla domanda sospensiva, formulata nel ricorso del primo cittadino, ma ha optato per la sentenza “semplificata”. Un verdetto in tempi record, quindi, se si pensa che il sindaco Ambrosio aveva depositato solo il 30 giugno il ricorso che è stato poi formulato dall’avvocato Maurizio Renzulli. Alla Comunità del Parco spetta il compito di designare cinque componenti del Consiglio direttivo. La scelta, però, non può riguardare soggetti qualsiasi, ma che rispondano alle prescrizioni della normativa vigente. Deve trattarsi, cioè, di persone “particolarmente” qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o dei componenti stessi della Comunità del Parco. Il sindaco Ambrosio, anch’egli componente della Comunità del Parco, si è rifiutato di prendere parte alla votazione segreta, con voto limitato a tre nominativi, e ha espresso voto finale contrario alle cinque designazioni. In precedenza i sindaci di Ercolano, Nino Daniele, e di Sant’Anastasia, Carmine Pone, si erano dichiarati contrari alla pubblicazione di un avviso pubblico, proposto dal sindaco ricorrente, evidenziando la natura squisitamente politica delle designazioni. Già a gennaio scorso il Consiglio di Stato aveva annullato le precedenti nomine, fatte il 22 novembre del 2006 dalla Comunità del Parco, senza che venisse fornita alcuna precisazione circa i criteri di selezione. Articolo di Sabato Leo, tratto da Il Mattino del 29 Agosto 2009.

Festa del Piennolo, attesa per la VI edizione

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Rivive per il sesto anno la “Festa del Piennolo”. La kermesse enogastronomica avrà luogo a Boscotrecase (NA) il 12 e 13 Settembre prossimi. L´evento si terrà a Boscotrecase, presso il Cortile SS. Addolorata in via Cardinal Prisco e nel vico Borzacchini. Dopo il successo di presenze registrato nella passata edizione, viene riproposta la vetrina della cultura e della tradizione artigianale e gastronomica dell´area boschese, denominata “Vesuvio Meridiano”. La celebrazione di uno dei prodotti più tipici dell´area vesuviana, per il quale è stato riconosciuto il marchio d´origine Dop, si sposa con il fascino dei luoghi e delle tradizioni locali. Il programma dell´evento, oltre al sano intrattenimento folkloristico-musicale, si arricchisce con momenti di dibattito inseriti in ciascuna serata. Si discuterà con esperti dei vari ambiti sui temi dell´agroalimentare locale. Nella due giorni all’insegna del pomodorino vesuviano, dalle 18,00 si potrà accedere il mercatino dei prodotti tipici vesuviani, il percorso dei mestieri ed il laboratorio del gusto. Il programma prevede inoltre nelle due serate l’esibizione, rispettivamente, della compagnia di musica popolare “ ‘O Pazziariello”, e della band di musica leggera “Alfonso De Simone & il suo Gruppo”. In piazza Matteotti, inoltre, domenica 13 settembre dalle 15,30 sarà la volta della seconda edizione dei “Giochi Antichi” tra le contrade di Boscotrecase, organizzati dalla Contrada Torretta. La “Festa del Piennolo” tende a valorizzare le produzioni agricole locali di pomodorino vesuviano. Detto comunemente piennolo, oppure spongillo, per via della tradizionale tecnica di appenderli uniti a grandi grappoli per conservarli fino all´inverno, il pomodorino del Vesuvio cresce sui terreni più impervi delle pendici vesuviane. Il pomodorino, conservato al piennolo, rappresenta una delle produzioni più antiche e tipiche dell´area vesuviana. Le prime testimonianze documentate, e tecnicamente dettagliate, sulla presenza e sull´uso del pomodorino nel comprensorio vesuviano risalgono a pubblicazioni della fine del 1800 e dell´inizio del 1900. La zona di produzione e confezionamento del «Pomodorino del Piennolo del Vesuvio» comprende diversi comuni, tra cui Boscotrecase. Vi sarà l´allestimento in piazza di un “Laboratorio del Gusto” per la preparazione e la degustazione di specialità tipiche a base di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio. Articolo tratto da LoStrillone.tv .

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Vesuvinum, I Giorni del Lacryma Christi

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Dopo il successo dell’edizione 2008 di Vesuvinum, I giorni del Lacryma Christi, il format ideato e promosso dalla “Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici Vesuviani”, presieduta da Michele Romano, in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog, apre le porte della seconda edizione presso il Castello Mediceo di Ottaviano (Na) dall’11 al 13 settembre 2009. Una tre giorni densa di eventi, convegni e degustazioni dedicata al vino ed alle tipicità che nascono all’ombra del vulcano più famoso del mondo: il Vesuvio, una terra generosa, oggi in fermento e rinascita. L’evento nasce dalla volontà e dalla vocazione vitivinicola nutrita da una folta rappresentanza di imprenditori vesuviani, allo scopo di porre in evidenza e dare prestigio ai prodotti tipici della propria terra. Sono 60 gli associati alla Strada del Vino e dei Prodotti tutti fortemente motivati a fare sistema per difendere e promuovere il proprio vino, i prodotti agro alimentari, l’intero territorio vesuviano fatto di storia, natura, arte e cultura. Il portabandiera ed il traino di quest’azione di sviluppo è il Lacryma Christi, vino tra i più blasonati della Campania, molto conosciuto ed apprezzato nel mondo. Il vino d’eccellenza sarà portavoce di un nuovo orientamento imprenditoriale e di un moderno sapere produttivo ed organizzativo, saldamente radicato alle proprie origini. Il Lacryma Christi, emblema di una tradizione millenaria, unica ed autentica, in un indissolubile intreccio tra il lavoro dell’uomo e le “terre nere” del Vesuvio da secoli destinate alla coltura della vite, viene prodotto nelle versioni bianco, rosato, rosso e spumante. I vitigni utilizzati da disciplinare sono secolari ed autoctoni: Falanghina, Catalanesca, Coda di Volpe o Caprettone, Piedirosso, Sciascinoso ed Aglianico. La seconda edizione di VESUVINUM, I Giorni del Lacryma Christi” mira a posizionare il prodotto tra i vini nazionali più noti e conferire più estesa visibilità alle tipicità del comparto agroalimentare vesuviano e con esso alle diverse e innumerevoli risorse del territorio. Si parte venerdì 11 settembre con l’insediamento della Giuria della seconda edizione del Concorso Enologico dedicato allo scomparso Amodio Pesce , Enologo di fama, “papà” del Lacryma Christi e Fondatore della Strada del Vino del Vesuvio. La Giuria, presieduta da Pasquale Brillante, Delegato Ais dei Comuni Vesuviani, è composta da esperti di settore, sommelier, giornalisti e degustatori. Nel pomeriggio, dalle 18, la città di Ottaviano si trasforma in un percorso del gusto che parte da Via Palazzo del Principe e si snoda in salita fino al Castello Mediceo, cuore della manifestazione che culminerà domenica 13 settembre con la premiazione del Concorso Enologico. A suggello dell’evento, l’Associazione ha prodotto una serie di bottiglie speciali con il logo della Strada del vino e della manifestazione. Si tratta di bottiglie di Lacryma Christi del Vesuvio Bianco, Rosso e Rosato Doc, prodotte da vini selezionati che rappresentano il fiore della produzione di tutte le Aziende associate.In programma convegni e degustazioni specializzate. Molte le novità di quest’anno: in primis il gemellaggio realizzato con altri due territori vulcanici per eccellenza: il distretto del Soave in Veneto e l’areale dell’ Etna in Sicilia. A seguire l’organizzazione di visite guidate ed escursioni per scoprire le bellezze e i sapori delle “terre nere” del comprensorio vesuviano. Ottaviano è facilmente raggiungibile tramite mezzi pubblici (da Napoli Circumvesuviana e pullman di linea), nonché tramite reti stradali e autostradali (tre uscite sulla SS 268 del Vesuvio; uscita A16 Pomigliano d’Arco; uscita A30 Palma Campania; uscita A30 Sarno). La città dispone di ampie piazze adibite a parcheggio per pullman e auto. L’ingresso alla manifestazione è libero. Ecco il programma provvisorio:
Venerdi 11 settembre:
Ore 9,00 – Insediamento della Giuria “Premio Amodio Pesce” presso il Circolo A. Diaz di Ottaviano (Na) per il panel di degustazione del Lacryma Christi del Vesuvio doc, categorie Bianco, Rosso e Rosato. Presidente: Pasquale Brillante (Delegato AIS Comuni Vesuviani), Componenti: Ugo Baldassarre (Tigullio Vino), Maurizio Paolillo (Agronomo), Michela Guadagno (Sommelier), Monica Piscitelli (Giornalista), Alberto Capasso (Slow Food), Pasquale Carlo (Giornalista), Angelo Peretti (Giornalista), Sara Marte (Giornalista), Segretaria: Marina Alaimo (Sommelier AIS Comuni Vesuviani).
Ore 13,00 – Pranzo di gala
Ore 18,00 – Apertura degli stand e degli spazi espositivi allestiti in Via Palazzo del Principe e all’interno del Palazzo Mediceo – Vesuvio, Etna e Soave: i bianchi. Degustazione guidata a cura dell’ AIS – Comuni Vesuviani. Su prenotazione.
Ore 18,00 – Convegno istituzionale: La Regione Campania e l’Agricoltura del Futuro. Saluti: dr. Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano); Michele Romano (Presidente della Strada del Vino); Interventi: dr. Giuseppe Allocca (Coordinatore Area AGC 11 Assessorato Agricoltura Regione Campania); dr. Francesco Del Vecchio (Dirigente STAPA CePICA di Napoli); prof. Ugo Leone (Presidente del Parco Vesuvio); dr. Giuseppe Capasso (Presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio); prof. Virginio Ferrara (Preside Istituto “L. De’ Medici”); prof. Carmine Cimmino (Storico della cultura vesuviana); dr. Gianfranco Nappi (Ass. Regionale all’Agricoltura); Presiede e coordina: dr. Vito Amendolara (Presidente ISMECERT).
Ore 20,00 – I Tipici del Vesuvio: Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani; Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP; Degustazione di bruschetta con pomodorino del “piennolo” del Vesuvio DOP.
Sabato 12 settembre:
Ore 10,00 – Apertura degli stand e degli spazi espositivi allestiti in Via Palazzo del Principe e all’interno del Palazzo Mediceo; Visite guidate sul territorio vesuviano: le aziende associate alla strada del vino, la cultura vesuviana, il vulcano; Visita guidata all’Antiquarium: Uomo e Ambiente nel territorio vesuviano e agli scavi di Villa Regina di Boscoreale. Ascesa al Gran Cono lungo la strada Matrone; Visita guidata a Palazzo Medici e alla Chiesa di San Michele; Escursione sul Vesuvio lato Ottaviano con il supporto della Guardia Forestale; Visita guidata nel centro storico di Somma Vesuviana; Visita guidata lungo i vigneti di Terzigno con mostra fotografica e riproduzioni di quadri, gouaches, stampe d’epoca relative a tutte le eruzioni a partire dal 1631.
Ore 16,30 – Vesuvio, Etna e Soave: i rossi. Degustazione guidata a cura dell’Ais – Comuni Vesuviani condotta da Pasquale Brillante e dalla giornalista Alma Torretta, coordinatrice della Sicilia per Vini Buoni d’Italia del Touring Club. Su prenotazione.
Ore 18,00 Convegno: L’ambiente dei Vulcani. Interventi: dr. Angelo Peretti (Il Soave); dr. Franco Mancusi (Giornalista); dr. Matteo Rinaldi (Direttore del Parco Vesuvio); dr. Maurizio De Simone (Enologo); Presiede e coordina: Monica Piscitelli (Giornalista).
Ore 20,00 – I Tipici del Vesuvio: Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani; Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP; Degustazione di bruschetta con pomodorino del “piennolo” del Vesuvio DOP.
Domenica 13 settembre:
Ore 10,00 – Apertura degli stand e degli spazi espositivi allestiti in Via Palazzo del Principe e all’interno del Palazzo Mediceo.
Ore 11,00 – Premiazione “Premio Amodio Pesce” – Seconda Edizione. Coordinatore: dr. Luciano Pignataro. Interverranno: dr. Mario Iervolino (Sindaco di Ottaviano); Nello Di Palma (Assessore Comune di Ottaviano); dr. Matteo Rinaldi (Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio); dr. Francesco Del Vecchio (Dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania); prof. Virginio Ferrara (Preside IIS “L. De’ Medici” di Ottaviano); Pasquale Brillante (Delegato AIS Comuni Vesuviani); dr. Tommaso Luongo (Delegato AIS – Napoli); ing. Paolo Scudieri (Unione Industriale Napoli). La premiazione, alla presenza delle Istituzioni, è aperta al grande pubblico, alla stampa ed alle aziende partecipanti alla manifestazione.
Ore 20,00 – I Tipici del Vesuvio: Degustazione guidata dei distillati tipici vesuviani; Degustazione di confettura, nettare e sciroppate di albicocche del Vesuvio IGP; Degustazione di bruschetta con pomodorino del “piennolo” del Vesuvio DOP.
Forte motivo di partecipazione per il più vasto pubblico e richiamo attrattivo della manifestazione, è la proposta eno-gastronomica curata, per la parte culinaria e ricettiva, dall’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici” e dall’Associazione Strada del Vino Vesuvio e dei Prodotti Tipici per quanto attiene alla selezione dei vini da degustare in abbinamento ai piatti preparati.Gli allievi e i Maestri chef del’Istituto de’ Medici prepareranno tre primi piatti di territorio , uno per ogni giornata dell’evento. L’Associazione offrirà in degustazione le confezioni premium del Lacryma Christi del Vesuvio Doc. Nel corso delle tre giornate, nel centro storico di Ottaviano, sarà allestita una Mostra fotografica relativa a fotografie d’epoca sulla cultura del vino, riproduzioni di quadri, gouaches, stampe d’epoca relative a tutte le eruzioni dal 1631, fotografie di vitigni autoctoni dell’area vesuviana base del vino Lacryma Christi del Vesuvio. La mostra prevede, inoltre, di recuperare e dare risalto a immagini degli antichi mestieri della civiltà contadina, delle produzioni tipiche e delle tradizioni storiche e culturali dei paesi dell’area vesuviana che ricadono nell’area del Parco Vesuvio. Articolo tratto da Napoli.com del 27 Agosto 2009.

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Piromani ancora in azione sul Vesuvio

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Presa di mira da atti piromani l’area vesuviana tra via San Fodero e via Cappella Bianchini: un altro incendio, di medie dimensioni, è divamapato ieri sul tratto boschivo adiacente a quello bruciato lunedì. L’allarme è scattato alle 13 e subito sul posto è accorsa la squadra forestale, coordinata da Andrea Accardo, e coadiuvata dalla Sma Campania. Circa venti uomini sono stati impegnati per diverse ore nelle operazioni di spegnimento, col supporto di due elicotteri regionali e un mezzo nazionale, oltre che di mezzi a terra. In poche ore il rogo si è esteso per circa seimila metri, investendo, oltre che la vegetazione con querce e lecci, anche un tratto della riserva naturale del Parco Nazionale del Vesuvio. “La tempestività dell’intervento dei nostri uomini- ha detto l’istruttore regionale, Antonio Ilmi- ha impedito che le fiamme divampassero ulteriormente, danneggiando le abitazioni. L’opera costante di monitoraggio e supervisione, con diverse autobotti, ha permesso di rispondere bene a qualsiasi imprevisto”. Di minori dimensioni rispetto a quello del giorno prima, l’incendio, però, a causa della direzione del vento, ha rischiato di aggravarsi, rendendo indispensabile l’impiego di un elicottero in più. La macchia mediterranea, solo lambita il giorno prima, ha adesso subito un danno per qualche migliaio di metri. Le fiamme sono state circoscritte intorno alle 18, ma i Vigili del Fuoco sono rimasti sul posto per altre due ore ed è stato necessario non sospendere l’attività dell’elicottero. “L’accanimento contro questa zona- dice P.R., residente del posto- conferma l’ipotesi della natura dolosa dell’incendio, e fa pensare a intenzioni che vanno oltre l’atto vandalico: bisogna capire quali”. Articolo di Francesca Mari, tratto da Il Mattino del 26 Agosto 2009.

L’ultimo giorno di Pompei: il racconto incanta i turisti

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24 agosto 79: «Una nube… levatasi verticalmente come un altissimo tronco, s’allargava in alto, come con dei rami; probabilmente perché, innalzatasi prima spinta da una corrente ascendente, esauritasi, poi, o per cessazione della sua spinta, o vinta dal suo stesso peso, distesamente si espandeva: bianca a tratti, altra volta nera e sporca a causa della terra e della cenere che trasportava». Così Plinio il Giovane descrisse ciò che vide dalla sua casa di Miseno all’una, l’ora settima, del nono giorno prima delle Calende, il 24 agosto, appunto. Da qui è partita la narrazione dell’ultimo giorno di Pompei attraverso la voce dell’attore Patrizio Rispo. Stranieri provenienti da tutto il mondo ma anche italiani, alle 13 in punto di ieri, ora in cui nel 79 la furia del Vesuvio distrusse e seppellì per secoli l’antica Pompei, si sono raggruppati al centro del Foro triangolare. Ai turisti, centinaia, è stato concesso un bis in inglese accolto con un applauso di diversi minuti. Grazie all’utilizzo di diversi altoparlanti la voce narrante di Rispo è stata diffusa in tutte le strade dell’antica Pompei parallele e adiacenti al Foro triangolare. Attraverso i racconti di Plinio il Giovane i visitatori del sito archeologico più conosciuto al mondo hanno avuto modo di conoscere la figura di Plinio il Vecchio e gli ultimi istanti della sua vita: morì infatti tra le esalazioni sulfuree dell’eruzione mentre cercava di osservare il fenomeno più da vicino. È per ricordare l’anniversario della terribile eruzione che il commissario straordinario dell’area archeologica, Marcello Fiori presente alla lettura dei racconti di Plinio il Giovane, ha voluto che nella stessa ora in cui ebbe inizio il fenomeno, i tanti visitatori che affollavano la città sepolta apprendessero cenni di storia della sepoltura della città antica. Gladiatori, ancelle e bracieri ardenti: così Etp, comune e soprintendenza hanno voluto accogliere gli ospiti pompeiani al percorso notturno degli scavi per ricordare l’anniversario. Alle 20,30, circa 300 residenti e alcuni turisti che hanno prenotato negli alberghi della città, hanno potuto visitare gratis gli Scavi. Guidati dalla voce dell’attore Luca Ward, i gruppi di visitatori si sono incamminati da porta Anfiteatro alla scoperta dei misteri, della mitologia e della vita di Pompei attraverso un itinerario con tecnologie multimediali, suoni e luci. Dieci i figuranti, messi a disposizione dal Comune per l’occasione. Rosita Matrone, presidentessa dell’Adap (l’associazione degli albergatori), propone invece di ripetere almeno una volta alla settimana «lo spettacolo con la presenza dei figuranti, per rendere più vivo il percorso in tutti i suoi punti». Vista la straordinaria adesione all’iniziativa con conseguente tutto esaurito, è stato esteso ai residenti per tutta la durata della manifestazione, fino a novembre tutti i fine settimana, lo sconto Artecard di sei euro sul prezzo del biglietto intero di 20 euro. Il commissario straordinario per l’emergenza Scavi Marcello Fiori, dopo le polemiche delle scorse settimane sullo stato dell’area archeologica, rilancia l’impegno per la salvaguardia e il recupero del sito arricchendo l’offerta culturale. Oltre alla suggestione di uno scenario archeologico naturale ed unico, la Pompei antica rivive il suo ultimo giorno prima della catastrofe che la seppellì per più di un secolo e mezzo (i primi scavi risalgono al 1748). Perché, tra le tante possibili iniziative da proporre per l’anniversario della distruzione di Pompei, ha voluto dare ai visitatori la descrizione della catastrofe attraverso le lettere indirizzate a Tacito? «Mi è sembrata una cosa importante da portare all’attenzione dei turisti medi che non leggono i racconti di Plinio il Giovane prima di andare a dormire. Pompei, il luogo più importante che abbiamo, è un paradosso: da un lato abbiamo l’eruzione del Vesuvio che l’ha sepolta e preservata per più di un secolo e mezzo, dall’altro un laboratorio di storia e cultura all’aperto. Le lettere di Plinio il Giovane, da cui hanno preso il nome le eruzioni pliniane e sub pliniane a seconda dell’intensità, sono l’esatta testimonianza di tutto questo aspetto: lui che scrive ad uno storico perché lo ha visto». L’apertura gratuita ai residenti è finalizzata al solo evento celebrativo oppure sono in programma altre iniziative che consentiranno ai pompeiani di non sentirsi ospiti nella propria città? «Spesso accade che i luoghi che si conoscono meno sono proprio quelli in cui si abita. Non mi stupirei che molti pompeiani non abbiamo mai visitato l’area archeologica. Come non mi stupirei che molti romani non siano mai entrati nel Colosseo. È in occasioni come queste che i cittadini di Pompei hanno l’opportunità di conoscere, difendere e valorizzare l’area archeologica. Certo gli Scavi sono patrimonio dell’umanità ma è dai pompeiani che ci si aspettano salvaguardia e valorizzazione. È nei miei programmi presentare a fine settembre un importante progetto che vada in questa direzione. Naturalmente sono scelte che vanno prima sottoposte all’attenzione del ministero e poi condivise con gli enti locali». Il commissariamento del sito punta solo alla salvaguardia e alla tutela, oppure mira anche ad un’offerta di conquista del visitatore? «Approfittando dello stato di emergenza stiamo lavorando su un progetto serio di rilancio con offerte credibili e date stabili e certe. L’offerta culturale deve essere diversificata a seconda se si tratta di gruppi o di turisti singoli. Non possiamo vivere di iniziative episodiche». Articolo di Susy Malafronte, tratto da Il Mattino del 25 Agosto 2009.

Quel 24 agosto del 79 d.C.

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Era l’una del pomeriggio del 24 agosto del 79 dopo Cristo: e oggi, per ricordare nella stessa ora in cui ebbe inizio il fenomeno dell’eruzione del Vesuvio, i tanti visitatori che in questi giorni affollano gli scavi di Pompei hanno assisteto alla lettura delle famose lettere di Plinio Il Giovane a Tacito, in uno dei luoghi più suggestivi dell’area archeologica, il Foro triangolare nella zona dei teatri. I brani sono stati letti dall’attore napoletano Patrizio Rispo. Nelle lettere, che descrivono l’eruzione vista a Miseno, si racconta anche la morte di Plinio Il Vecchio che, via mare, tentò di avvicinarsi all’area vesuviana ma fu intossicato dal gas. L’iniziativa è stata voluta dal commissario straordinario per l’area archeologica Marcello Fiori, per ricordare il fatto storico nel suo contesto ed offrire così alla visita turistica ulteriore suggestione e motivi di approfondimento. Anche l’Ente provinciale del turismo di Napoli ricorderà l’anniversario dopo il tramonto: in programma una serata speciale dei percorsi notturni negli scavi “Le lune di Pompei” riservata gratuitamente ai pompeiani e ai turisti che soggiornano negli hotel comunali. Vista la straordinaria adesione all’iniziativa con conseguente tutto esaurito è stato esteso ai residenti per tutta la durata della manifestazione fino a novembre, tutti i fine settimana, lo sconto Artecard di 6 euro sul prezzo del biglietto intero di 20 euro. Articolo tratto da Il Mattino del 24 Agosto 2009.

Anniversario eruzione Vesuvio: al via nuovi percorsi notturni

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Per l’anniversario dell’eruzione del 79 dC, il 24 agosto, i cittadini di Pompei e i turisti che pernottano nella cittadina campana potranno partecipare gratuitamente ai nuovi percorsi notturni negli scavi ‘Le lune di Pompei’. La serata speciale, fino ad esaurimento posti, è organizzata dall’Ente provinciale del Turismo di Napoli in collaborazione con il Comune di Pompei e la Soprintendenza archeologica. Obbligatoria la prenotazione: per accedere all’iniziativa occorrerà munirsi di un voucher recandosi da domani (ore 9-1) all’Infopoint dell’azienda turistica di Piazza Esedra a Pompei con un documento di identità. E’ possibile ritirare solo un voucher a persona, valido per due ingressi. Intanto prosegue la normale programmazione dell’evento, inserito nella Campania Artecard, che regista il pienone in tutti i fine settimana, tanto da richiedere l’organizzazione di nuovi turni di visita, a partire dal tramonto fino a tarda sera. Il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, ha dato pieno sostegno all’evento. «Il sito archeologico – dice D’Alessio – è patrimonio universale ma, soprattutto, è il patrimonio dei pompeiani. Gli scavi dovrebbero essere sempre aperti in maniera gratuita ai residenti in una logica di coinvolgimento utile alla città. In tal modo i miei concittadini avrebbero la possibilità di conoscere bene e apprezzare in pieno la città sepolta in tutta la sua unicità e bellezza». «Crediamo – spiegano dal canto loro i funzionari dell’Azienda del turismo pompeiano – che l’iniziativa riscuoterà un enorme successo». Il percorso parte dalle necropoli di Porta Nocera, prosegue con la visita alla Casa del Giardino d’Ercole, continua per via dell’Abbondanza, soffermandosi nelle case di Loreio Tiburtino, di Venere in Conchiglia e di Giulia Felice e si conclude nella splendida cornice dell’Anfiteatro con suggestivi e onirici giochi di luce. Articolo tratto da NapoliToday del 22 Agosto 2009.
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Roghi su Vesuvio, sfiorate case e ristoranti

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Ferragosto di fuoco per l’hinterland napoletano. In particolare a Ercolano, sul Vesuvio, e Ischia, sul monte Epomeo, dove due ampi incendi hanno lambito pericolosamente ristoranti e abitazioni per diverse ore. Il primo è divampato, poco dopo le 13 in via Vesuvio, proprio sulla strada che conduce al cratere del vulcano. La zona interessata, per lo più ricoperta da sottobosco e fitta vegetazione, si trova a ridosso del ristorante «La Roccia», e l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito il divampare dei diversi focolai. Il lavoro di vigili del fuoco, Protezione Civile e polizia municipale si è protratto per diverse ore, sino al tardo pomeriggio, e oltre all’uso di autobotti è stato necessario l’impiego di un canadair con l’ausilio di un elicottero. «Siamo, purtroppo, spesso soggetti a incendi – dice Massimo Panettone, titolare del ristorante La Roccia – a causa dell’estesa boscaglia che interessa questa zona, tra l’altro molto isolata. E questo rogo poteva diventare molto pericoloso, per favorire il passaggio delle autobotti, infatti, abbiamo dovuto aprire dei cancelli privati e dei percorsi alternativi». Intorno alle 17, invece, un altro incendio di notevoli dimensioni si è verificato tra Acerra ed Afragola, alle spalle del grande centro commerciale Ipercoop, dove sono stati incendiati migliaia di copertoni e pneumatici, provocando, in poco tempo una fitta nube di fumo e bloccando la circolazione degli autoveicoli. In serata, invece, un incendio di ampie proporzioni si è sviluppato a Ischia, nel comune di Serrara Fontana. A bruciare un’ampia zona del monte Epomeo: le fiamme hanno lambito sino all’alba alcune abitazioni e il ristorante «Il Bracconiere». Sul posto sono intervenute due autobotti dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona. Operazione difficile perché, come denunciano gli stessi caschi rossi, a causa di una festa patronale nel vicino comune di Barano d’Ischia, hanno incontrato moltissime difficoltà per arrivare sul posto. Legambiente ha pochi dubbi: «Gli incendi sono dolosi». Gli ambientalisti spiegano: «All’origine di quasi tutti gli incendi che stanno minacciando il verde della collina dei Camaldoli così come molte zone del Vesuvio c’è l’industria del fuoco, l’insieme di interessi che trasforma la devastazione dell’ambiente in un business». È il commento di Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania. «Sui Camaldoli fiamme e speculazione edilizia viaggiano di pari passo». Da Il Mattino del 17 agosto 2009. Articolo di Francesca Mari.

Il Vesuvio nel “Viaggio in Italia” di Goethe

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Dopo i Campi Ardenti, Goethe racconta nel suo Viaggio in Italia l’ascensione al vulcano. Sebbene convinto e appassionato nettunista, Goethe molto prima del suo incontro con il Vesuvio, si era già interessato ai fenomeni vulcanici. Ora però vuole osservare la natura da vicino e sperimentarla: il viaggio di formazione è tutt’altro che ozio e inoperosità. La natura è pienamente intelligibile, ma Goethe sa che i dati reali genereranno anche dati emozionali. Questo spaventoso cumulo che si strugge sempre è una realtà geologica da analizzare, una ricerca sul campo da effettuare con rigore scientifico, anche se poi la tendenza invincibile dell’intellettuale sarà quella di tradurre l’esperienza visiva in metafore letterarie: in pagine successive la forza eruttiva del vulcano sarà l’energia dirompente degli eventi legati alla Restaurazione e tanto spazio troverà anche nel Faust. Goethe scalerà il Vesuvio tre volte. Ne approfondirà gli aspetti geologici e mineralogici, raccogliendo con maggiore sistematicità di tutti gli altri visitatori, frammenti lavici, tufi, pomici, marmi, cristalli, conchiglie fossili, sali sulfurei, compilando una lista dal titolo “Prodotti vulcanici del Vesuvio” e inviandola assieme ai campioni al medico naturalista di Gottinga Blumenbach. Volendo avere un’idea di un simile campionario, si possono ammirare le splendide gouaches di Pietro Fabris realizzate per i Campi Phlegraei di sir William Hamilton, che ritraggono i minerali vesuviani in svariate tavole.
La capanna menzionata nel suo racconto fu il rifugio di un eremita francese che la abitò per quindici anni e non si trovava lontana da dove, tra il 1814 e il 1815, fu costruito l’Osservatorio Astronomico.
A Napoli Goethe non limita la sua indagine al mondo minerale; da una passeggiata al mare gli viene l’idea della “pianta primitiva”, sono vicinissimo al segreto della riproduzione e dell’organizzazione delle piante. Instancabile nell’esaminare rocce, piante, fauna marina e persino i microrganismi nell’acqua potabile un po’ torbida della locanda Moriconi. Dall’osservazione, come sempre, si sforza di arrivare al concetto, immergendosi in una natura che lui considera primigenia. La densità culturale di Roma è oramai alle spalle, a Roma si studia con piacere a Napoli non si vuole che vivere.
«Il 2 marzo ho scalato il Vesuvio nonostante il cielo brontolasse e la vetta fosse circondata da nuvole. Una volta giunto a Resina in carrozza, ho cominciato la salita tra i vigneti a dorso di mulo, proseguendo a piedi sul selciato materiato di lava dell’anno ’71 e già ricoperta di un manto di muschio sottile ma compatto, quindi ho continuato sul fianco della colata. Lasciata alla mia sinistra in alto la capanna dell’eremita, alla fine ho scalato il cono di cenere, una fatica davvero improba. La cima era per due terzi sotto il livello delle nuvole. Finalmente abbiamo poi toccato l’antico cratere, ormai colmo, mentre scoprivamo lave più recenti, risalenti a non più di due mesi e mezzo e perfino uno strato sottile di cinque giorni fa, già raffreddato. Lo abbiamo percorso risalendo una collina vulcanica di recente formazione che fumava da ogni parte. Poiché il fumo prendeva una direzione opposta, ho deciso di spingermi fino al cratere. Fatti una cinquantina di passi in mezzo al vapore, questo è divenuto così impenetrabile che quasi non riuscivo più a vedere le mie scarpe. Non mi aiutava tenere il fazzoletto premuto contro la bocca, anche la guida era invisibile e l’incedere si era fatto incerto sulla superficie frammentata della lava eruttata; ho ritenuto saggio quindi tornare sui miei passi e conservarmi il tanto agognato spettacolo per un giorno più limpido e con un fumo meno intenso. Inoltre ho imparato come si deve respirare in una situazione simile. Tuttavia la montagna era assolutamente tranquilla: né fiamme né boati né getti di lapilli, come si è potuto osservare in questi ultimi tempi. Stavolta ho fatto una prima ricognizione, non appena tornerà il tempo bello, la stringerò formalmente d’assedio. Le lave che ho trovato erano per la maggior parte materiali a me noti. Però ho scoperto un fenomeno che mi sembra assai singolare e che è mia intenzione indagare più a fondo, chiedendo ragguagli presso esperti e collezionisti. Si tratta di un rivestimento stalattitico di un camino vulcanico che un tempo aveva una foggia a volta, mentre oggi, squarciato, sporge dal cratere ora completamente saturo. Questa roccia dura, grigiastra che ricorda la stalattite, sembra il risultato di un processo di sublimazione di sottilissime esalazioni vulcaniche, senza l’apporto né di umidità né di fusione, e invita a un approfondimento. Oggi 3 marzo il cielo è coperto e spira vento di scirocco: è il tempo adatto per dedicarsi alla corrispondenza. Gente di tutte le razze, bei cavalli e pesci dalle forme bizzarre; qui del resto ne ho già visti in quantità. Non proferirò parola sulla posizione della città e sulle sue meraviglie. “Vedi Napoli e poi muori!” dicono qui». Articolo di Alessandra Schettino, da La Repubblica dell’11 agosto 2009.