Month: maggio 2009

Festa sul Vesuvio per il Giro

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Ti passano davanti in un baleno, un soffio colorato che ha il suono lieve dei pedali. Vedi passare il Giro per le strade del tuo paese ed è come accogliere un amico cui è bello mostrare i marciapiede tirati a lucido, gli striscioni e i bimbi che fanno ciao con la manina. Passa il Giro per le strade di Napoli e della sua provincia e i Comuni sanno mostrare il loro volto migliore. Organizzazione che lascia contenti tutti, persino chi si trova dinanzi allo stop alla circolazione. Le tensioni, le emozioni, le danno tutte i ciclisti. A partire dal texano dagli occhi di ghiaccio, Lance Armstrong, che prima di Positano è coinvolto in una caduta. Il primo ad entrare in provincia di Napoli è Mauro Facci che vince il gran premio della montagna sopra Sant’Agata sui due golfi. Il passaggio per Sorrento, con una splendida cornice tutta in rosa, come è per Vico, Castellammare. A Torre Annunziata si sfila dinanzi al tribunale, a Torre del Greco radiocorsa racconta della città come quella che ha dato i natali al violinista Salvatore Accardo. Ma anche come il paese che parla un dialetto tutto proprio, «a lengua torrese». Su via Nazionale, il corso che collega la periferia al centro, è un tripudio di coriandoli, cori e cartelli: «Siete tutti come Coppi…Campioni», il primo manifesto che si incontra nel passaggio a Torre del Greco. Ma anche «Marco ci manchi», ricordando il pirata Pantani. Arrivati a Ercolano, il Miglio d’Oro è praticamente blindato, con le forze dell’ordine che riescono a gestire la situazione senza alcuna tensione. È davvero il Giro del sorriso. Sui sentieri del Vesuvio, gli animalisti lanciano il loro messaggio in diretta tv: anche sul vulcano di Napoli abitano gli orsi bianchi. O, meglio, un tifoso travestito da orso con tanto di pelliccia segue i ciclisti fin sul cono del Vesuvio, tra lo stupore dei supporter torresi. Vince Sastre, Di Luca strappa secondi a Menchov. È festa per tutti. Dopo il taglio del traguardo, il sindaco Ciro Borriello è entusiasta. Tanto da rimandare di un’ora la riunione di giunta prevista per questa sera: voleva trattenersi qualche minuto in più all’arrivo per parlare con il vincitore della tappa. «Vedere il passaggio del giro d’Italia a Torre del Greco è stata una autentica gioia per tutti» il suo emozionato commento. Entusiasmo e tifo organizzato anche su Facebook con gruppi quali «Quelli sul Vesuvio…». Un vulcano tutto rosa. Da Il Mattino del 30 Maggio 2009, articolo di Salvo Sapio.
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Treno rosso del Vesuvio nel 2014

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Il progetto, denominato “Il trenino rosso del Vesuvio”, prevede investimenti per 63,7 milioni di euro, la metà dei quali sarà assicurata da fondi della Regione; l’altra metà delle risorse necessarie sarà invece messa a disposizione dai privati attraverso la procedura del project financing. Dopo la progettazione definitiva, che si concluderà entro quest’anno, sarà dunque bandita un’altra gara, con la quale verrà scelto un concessionario, cui saranno affidate la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’infrastruttura.
IL TRACCIATO: il tracciato, lungo 3,7 chilometri, riprende quello del treno a cremagliera Cook che, da Pugliano, collegava Ercolano con la stazione inferiore della storica funicolare del Vesuvio, la quale, a sua volta, portava fino a 200 metri dall’orlo del cratere. Il treno Cook fu istituito nel 1903 e dismesso definitivamente nel 1955; venne poi sostituito da una seggiovia che chiuse nel 1984. La funicolare, invece, istituita nel 1880 e resa celebre dalla canzone “Funiculì, funiculà”, fu danneggiata irreparabilmente dall’eruzione del 1944 e mai più riattivata. Il progetto di Ricci & Spaini, spiegano dalla Regione, “è stato redatto con l’obiettivo del recupero e dell’integrazione, con modalità ecosostenibili, del tracciato dell’ex cremagliera Cook non soltanto come infrastruttura al servizio del Parco ma, soprattutto, come direttrice di collegamento trasversale del territorio, dalla fascia costiera a quella più interna fra il Monte Somma e il Vesuvio, e come potente occasione di riqualificazione dei paesaggi urbani e naturali attraversati”.Una soluzione necessaria per migliorare la sostenibilità ambientale dell’area, minata quotidianamente dall’utilizzo dei mezzi su gomma, con i conseguenti problemi di congestione del traffico, di inquinamento acustico e atmosferico.”Il nuovo treno rosso – è scritto in una nota di Palazzo Santa Lucia – del Vesuvio scende dal monte come un lapillo di lava incandescente e descrive un itinerario che esplora i significati del parco”.Le stazioni in totale sono cinque; sia la linea che le stazioni sono caratterizzate da strutture architettoniche essenziali. Sono stazioni aperte, protette solo da una pensilina in vetro rosso (con strisce di silicio amorfo con cellule fotovoltaiche integrate) che di notte si illumina restituendo l’energia accumulata durante il giorno e rivela con il bagliore la linea della nuova ferrovia da lontano.
MUSEO E RISTORANTE BAR: per la stazione di partenza, con l’edificio della Cook già restaurato, è previsto un museo e ristorante-bar con terrazza panoramica sul golfo. Nelle vicinanze, un grande parcheggio, con il terminal per i bus turistici. Nella cava vicino viene realizzato un grande albergo inserito nello scavo che viene modellato da una nuova sistemazione paesaggistica.Molte le novità e le curiosità previste dal progetto: la stazione di Canteroni, per esempio, è realizzata con una struttura a minimo impatto; una serie di percorsi la collegano a un belvedere e area pic-nic. Il parcheggio è realizzato sistemando dei terrazzamenti. Dalla stazione di Tirone, invece, ha inizio il percorso di discesa in Canopy Sky Trekking: si tratta di uno sport che viene spesso affiancato agli itinerari scientifici di conoscenza dei parchi in ambienti vulcanici, quasi sempre in Sud America, e attira flussi considerevoli di appassionati e neofiti. Il percorso per la discesa a valle parte da Tirone e arriva fino alla Cook, seguendo il tracciato ferroviario. Quello del Vesuvio sarà il primo percorso italiano di Canopy-Sky trekking italiano.Due Vulcani è la stazione più alta e vi sono previsti un bar ristorante panoramico e un punto di parcheggio per i mezzi elettrici. Dalle stazioni si diramano poi una serie di sentieri che conducono alle diverse mete del parco.
IL PROGETTO IN CIFRE:
• TIPOLOGIA DI IMPIANTO- impianto di funicolare terrestre destinato al trasporto di persone
• IMPORTO LAVORI STIMATO: – 63.784.806,60 € (50% fondi pubblici, 50% fondi privati)
• TRACCIATO- lunghezza complessiva di 3.725 metri. Vengono messe in comunicazione la stazione “Cook”, prossima all’edificio della ex centrale elettrica, a quota 245 metri, con la stazione “Due Vulcani” (di arrivo sul colle Umberto) ad una quota di 830 metri.
• STAZIONI – Stazione Cook (di testa a inIzio intervento) – Stazione Canteroni – Stazione Osservatorio – Stazione Tirone – Stazione Due Vulcani (di testa a fine intervento)
• TEMPI- Il tempo totale del tragitto è di 22 minuti. Per arrivare da una stazione all’altra è invece di 5,5 minuti.
Albergo alla stazione Cook:
• L’albergo è completamente inserito nella topografia della cava
• L’architettura è composta da:- 89 stanze (da 38mq l’una) per 7 livelli da 245 a 275 3382mq – palestra (da 370mq) – bagno turco (da 255mq) – ristorante (da 460mq) – piscine (295+162mq) – spazi esterni (4.000mq) – spazi interni (1.000mq). Da Il Denaro del 29/05/2009, articolo di Giovanni Brancaccio.
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Vesuvio Equitation Star: investiti 350 mila euro

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“Valorizzare le bellezze territoriali attraverso lo sport”. Questo l’obiettivo di Vincenzo Catapano, presidente della Fondazione Alfredo Catapano. Alla presentazione della manifestazione che avrà inizio venerdì 29 maggio, svoltasi ieri nella Sala Cirillo del Palazzo della Provincia di Napoli, erano presenti anche esponenti della politica locale come l’assessorea provinciale all’Agricoltura Francesco Borrelli, il vicesindaco di Terzigno Francesco Ranieri e il vicesindaco di Ottaviano Michele Pizza oltre a Simonetta Cipriano, presidente Comitato Regionale Fise (Federazione Italiana Sport Equestri). Borrelli, ricordando le cifre del concorso ippico, ricorda come “attorno al mondo dell’equitazione ruoti un business molto forte, anche perché l’ippica coinvolge un pubblico di ceto medio-alto che vuole e può spendere su territori come Terzigno e Ottaviano. Dobbiamo trovare sistemi alternativi per fare investimenti, come lo sport”. Il concorso ippico mira in particolare ad un rilancio di territori ricchi di bellezze naturali e storiche. “Quest’anno – sottolinea Catapano – abbiamo esteso il concorso a livello internazionale perché crediamo che possa attirare un grosso flusso di visitatori, appassionati del settore. Con la speranza che i risultati siano gli stessi se non maggiori dell’anno precedente”. Sulla stessa lunghezza d’onda Ranieri, che auspica la valorizzazione di territori “che offrono una ricchezza non solo naturalistica ma anche culturale”. “E’ nostro dovere sfruttare certe opportunità per valorizzare al meglio il nostro territorio”, ha concluso il vice sindaco Pizza che è convinto che “il concorso Vesuvio Equitation Star possa diventare il fiore all’occhiello di questi comuni”. Da Il Denaro del 27 maggio 2009, articolo di Silvia Girolami.

Presentato il Giro, Vesuvio in mondovisione

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Il Vesuvio in mondovisione: occasione irripetibile per trasformare il giro d’Italia in un’opportunità di promozione per un territorio che dopo l’emergenza rifiuti, punta a mostrarsi al mondo in tutta la sua bellezza. E la terzultima tappa della «corsa in rosa» può davvero essere uno «spottone», come l’ha ribattezzata l’assessore alla Protezione civile della Provincia, Francesco Borrelli, per la città degli Scavi e i comuni limitrofi attraversati dalla carovana. In fondo la salita fino a quota mille del vulcano più importante del mondo è anche l’ultima chance per vedere sfilacciati i corridori, in quella che potrebbe essere la tappa che decide il giro del centenario. Chi arriva in rosa sul Vesuvio potrebbe portare la maglia fino a Roma. L’amministrazione si è messa in moto per una serie di eventi collaterali e sfruttare l’attenzione mediatica offerta dalla diretta Rai di venerdì 29. Lungo i tredici chilometri di salita Ercolano mostrerà il meglio di sé. Come nel 1991, quando il giro arrivò sul Vesuvio e il giorno si partì da villa Campolieto. Leader era Gianni Bugno, che ora ritorna in veste di elicotterista: «Ma in quella occasione i ciclisti non arrivarono a quota mille – spiega l’assessore allo Sport, Antonello Cozzolino – ma all’altezza dell’Osservatorio». Lo sforzo organizzativo per il regolare svolgimento della tappa è stato illustrato in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre a Borrelli e Cozzolino, anche il sindaco, Nino Daniele; l’assessore al Turismo, Antonietta Garzia; quello alle Attività produttive, Lino Vitiello; il presidente della commissione Sport, Pasquale Romano. In tutto mille e 500 gli uomini in campo tra vigili urbani, carabinieri, agenti di polizia e guardia di finanza, volontari della Croce Rossa anche dalle vicine Portici e San Giorgio. E poi gli uomini della protezione civile, coordinati da palazzo Matteotti: «Per una volta – ha detto ancora Borrelli – la provincia prende il sopravvento su Napoli». Auto a casa, casello chiuso dal mattino. Duemila posti macchina tra via Cozzolino e via Vesuvio: navette gratis per quota 800 fino alle 11, poi per la Siesta fino ai primi arrivi. Ma Ercolano si mobiliterà anche nei giorni antecedenti il giro: il 27 concerto lirico al Mav, il 28 mostra sui 100 anni del Giro sempre al museo archeologico virtuale (aperta fino al 14 giugno), con serata di gala e concerto del coro del San Carlo a villa Signorini: «Il giro è un’occasione di promozione turistica – dice Antonietta Garzia – che non intendiamo lasciarci sfuggire». «I ristoranti del Vesuvio – aggiunge Lino Vitiello – promuoveranno i nostri prodotti con menù a tema a prezzi economici per gli appassionati». Ultimo dato: il 29 gli alberghi della zona segnalano il tutto esaurito. Da Il Mattino del 23 Maggio 2009, articolo di Aniello Sammarco.
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C’è l’intesa: Vesuvio, stop ai disagi

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L’accordo raggiunto su proposta dedll’assessorato regionale al Turismo verte in particolare su tre punti. Il primo è la garanzia dello stipendio ai lavoratori;?il seconso è il pagamento dei compensi arretrati da parte dell’Ente Parco. Il terzo e ultimo puntyo, quello più rilevante per agenzie di viaggi, tour operator e, soprattutto, turisti, è il blocco degli scioperi e la conseguente ripresa dell’attività ordinaria in attesa della nuova gara per l’aggiudicazione del servizio biglietteria.La vicenda era nata a seguito della scadenza a dicembre 2008 della convenzione stipulata tra la ex Recam (oggi Astir) e l’Ente Parco, con cui venne affidata ai lavoratori socialmente utili della cooperativa Vesuvio la gestione del servizio di biglietteria.”I lavoratori – fa sapere una nota dell’assessorato regionale al Turismo – hanno garantito il servizio per altri due mesi. Da febbraio sono scesi in sciopero, causando rilevanti disagi al servizio e per i visitatori. Al fine di evitare ulteriori conseguenze, l’assessorato ha provveduto a convocare le parti, promuovendo l’intesa che è stata sottoscritta”.”Nel frattempo – sottolinea l’assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Claudio Velardi – stiamo lavorando ad una delibera che estenda anche al Vesuvio i servizi di monitoraggio antincendio, così da coinvolgere parte rilevante dei lavoratori. Tutto ciò in tempi rapidi e senza l’intervento del ministero dell’Ambiente, che è il soggetto responsabile dell’Ente Parco del Vesuvio”. Nelle scorse settimane le associazioni di categori, e in particolare Fiavet e Confcommercio Campania, avevano denunciato il “danno gravissimo d’immagine ed economico al comparto turistico, con particolare riferimento al settore crocieristico che punta sul Vesuvio per organizzare escursioni d un giorno a terra”. Da Il Denaro del 21 maggio 2009.

A Ricci-Spaini il trenino rosso del Vesuvio

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Ricci & Spaini con Studio Eu, 3TI Progetti Italia e Igeam si sono aggiudicati il premio di 100mila euro al concorso internazionale per la progettazione della ferrovia del Parco Nazionale del Vesuvio. La gara, indetta da Ente Volturno, ha premiato una soluzione che integra infrastrutture e paesaggio. «La nuova cremagliera – si legge nella relazione di progetto – è un’occasione per riqualificare il sistema paesaggistico e infrastrutturale di un parco dominato da caratteristiche naturali d’eccezionale rilevanza, e allo stesso tempo insediato da un’enorme pressione antropica».
Il team ha concepito la cremagliera come potenziamento della trasversalità mare-montagna ma anche come trasporto ecosostenibile che riduce il traffico carrabile. «Sul modello dei parchi naturali vulcanici del Sud America – spiega Mosè Ricci – abbiamo creato un sistema di percorsi escursionistici e sportivi: la salita si fa in funivia e la discesa a cavallo, canopy o trekking, dal paesaggio arido e lavico della bocca del vulcano, alla foresta, fino alla spiaggia». Il progetto prevede una linea di cinque chilometri con cinque stazioni, due di attestamento per l’interscambio gomma-ferro e altre tre intermedie, e valorizza il parco con attività sportivo-ricreative previste nei pressi delle fermate. «Le stazioni saranno strutture architettoniche essenziali aperte – dice Ricci – protette solo da una pensilina in vetro rosso con strisce di silicio amorfo con cellule fotovoltaiche integrate che di notte si illuminano, restituendo l’energia accumulata durante il giorno. Come fossero lapilli, riveleranno da lontano con il loro bagliore la linea della nuova ferrovia». Le stazioni sono accessibili, dotate di piazzole belvedere, bar e servizi minimi.
La carrabilità a servizio dei privati sarà possibile fino alla stazione Cook, dove è prevista anche la realizzazione di una struttura ricettiva turistica inserita nello scavo di un’ex cava che viene modellata da una nuova sistemazione paesaggistica. Nel team di progetto c’è anche il paesaggista Stefan Tisher.
«Sarà un hotel termale – spiegano i progettisti – con piscine a vista sul Golfo di Napoli. Tutto il progetto lavora sulla densificazione di attività anche per attirare nuovi turisti e inserirli in un sistema che dal mare passa per Ercolano e Pompei e arriva al Vesuvio, tutto via mezzi pubblici». Una seconda ex cava sarà riusata come parcheggio.
L’importo lavori è di 35milioni. «Non è ipotizzabile una copertura finanziaria al 100% degli investimenti previsti. Il programma degli interventi architettonici -si ribadisce nella relazione – è per questo ridotto all’essenziale ed è mirato al potenziamento e alla valorizzazione delle attrezzature che migliorano la gestione economica dell’impresa». Il gruppo sarà incaricato per la definizione del progetto definitivo, sulla base del quale sarà indetta una gara di project financing.
Da Il Sole 24 Ore dell’11 maggio 2009, articolo di Paola Pierotti.

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Il Pomodorimo del Piennolo del Vesuvio verso la DOP

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E´ stata pubblicata il 15 maggio sulla Gazzetta Ufficiale europea la domanda di registrazione della denominazione “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop”. E´ l´ultimo atto per il riconoscimento del marchio. Trascorsi sei mesi dalla pubblicazione ed in assenza di eventuali opposizioni da parte degli altri Paesi membri, la Commissione europea renderà definitiva la registrazione della denominazione di origine protetta (Dop). Sarà la nona della Campania, la terza tra le produzioni ortive, e la diciassettesima complessiva, compresi i marchi Igp (identità geografica protetta) riconosciuti dalla Ue. I prodotti a denominazione di origine protetta, quelli per i quali l´intero processo di lavorazione si svolge all´interno dell´area di provenienza, sono il caciocavallo silano, il cipollotto nocerino, il fico bianco del Cilento, la mozzarella di bufala campana, l´olio extravergine di oliva Cilento, l´olio extravergine di oliva Colline Salernitane, l´olio extravergine di oliva Penisola Sorrentina e il pomodoro San Marzano dell´Agro Sarnese Nocerino. I prodotti ad identità geografica protetta, quelli per i quali anche una sola fase di lavorazione può essere fatta fuori dall´area di provenienza, sono il carciofo di Paestum, la castagna di Montella, il limone della Costa d´Amalfi, il limone di Sorrento, il marrone di Roccadaspide, la melannurca campana, la nocciola di Giffoni e il vitellone bianco dell´Appennino Centrale. L´area geografica di produzione del Pomodorino del piennolo del Vesuvio è ristretta a 18 comuni della zona vesuviana, quasi tutti ricadenti nell´area del Parco nazionale del Vesuvio. Prodotto tipico napoletano, esso è apprezzato sul mercato sia allo stato fresco che nella tipica forma conservata in appesa o al “piennolo”, antica pratica di conservazione delle bacche fino alla fine dell´inverno. La superficie stimata è di circa 480 ettari (10% circa della Sau seminativi dell´area), con produzioni annuali di circa 4 mila tonnellate di prodotto fresco. Difficile determinare un fatturato medio, stante il mercato molto diluito nel tempo (da luglio a maggio dell´anno successivo) che comporta un prezzo di vendita molto diverso del prodotto (da 1 ad oltre 4 euro al chilogrammo). L´assessorato all´Agricoltura della Regione Campania, che ha sostenuto ed affiancato, attraverso il Settore Sesirca e lo Stapa-cepica di Napoli, il Comitato promotore durante tutta la fase preliminare ed istruttoria, ha espresso “ampia soddisfazione per questo ennesimo riconoscimento per i prodotti tipici dell´agricoltura campana. E´ un premio allo sforzo realizzato in questi anni per portare alla ribalta internazionale una produzione importante come il piennolo del Vesuvio”. Sarà l´Ismecert di Napoli ad effettuare i controlli per la certificazione del prodotto, così come indicato dal Comitato promotore.
Dal Notiziario Marketpress del 19 Maggio 2009 .

Vesuvio ancora una volta off-limits per i turisti

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Vesuvio ancora una volta off-limits per i turisti. I dipendenti impiegati nella biglietteria del sentiero che conduce al cratere hanno annunciato una serrata che inizierà questa mattina e si protrarrà a tempo indeterminato: «Questa volta termineremo la protesta solo dopo aver firmato il nuovo contratto», minacciano gli addetti ai ticket. Si prospettano, dunque, giorni difficili in cima al Vesuvio proprio nel periodo dell’anno in cui si registra il maggiore afflusso turistico. Cifre alla mano, nel mese di maggio, sono in media duemila i visitatori che quotidianamente si recano sul Gran cono per osservare da vicino il luogo più suggestivo del parco nazionale. Da questa mattina, quindi, migliaia di turisti si troveranno di fronte a una strada sbarrata dal picchetto di lavoratori: «Ci scusiamo con i visitatori e con gli operatori del settore, ma la nostra pazienza è finita – spiega Ciro Fasulo, rappresentante dei 18 addetti alla biglietteria – siamo senza stipendio da cinque mesi e non abbiamo ancora rinnovato il contratto che è scaduto il 31 dicembre. Da tre mesi, Regione ed ente Parco ci rimbalzano da un ufficio all’altro, ma giocano a ping pong sulla nostra pelle: tante parole, ma nessun segnale concreto». Già altre volte in passato gli ex dipendenti della fallita società regionale Recam avevano incrociato le braccia paralizzando le attività a quota mille, ma le proteste erano terminate dopo l’assicurazione di una imminente firma del contratto: «A questo punto non crediamo più a niente e non vogliamo ascoltare più nessuno – proseguono i bigliettai -. Il nostro unico interlocutore ora deve essere il prefetto di Napoli che deve farsi garante per una rapida risoluzione della nostra vertenza. Soprattutto in questo periodo elettorale, non intendiamo più fidarci delle promesse dei politici». Senza stipendio dall’inizio dell’anno, i lavoratori lamentano una situazione insostenibile: «C’è chi ha tre o quattro figli da mantenere: come si fa a mandare avanti una famiglia senza soldi? – si chiede il rappresentante degli addetti al ticket -. Da cinque mesi inviamo regolarmente gli incassi all’ente Parco con un bonifico bancario e se è il caso paghiamo di tasca nostra anche la benzina delle auto di servizio. In passato abbiamo interrotto la nostra protesta per senso di responsabilità e per rispetto dei turisti, ma adesso la disperazione ha raggiunto il limite: riapriremo il sentiero solo dopo che si sarà fatta chiarezza sulla nostra situazione». L’incubo di una serrata prolungata nel periodo di maggiore afflusso turistico dell’anno genera il panico tra tutti coloro che lavorano sul cratere del Vesuvio (oltre cento persone tra bigliettai, guide vulcanologiche e commercianti di souvenir) e tra gli operatori turistici: «Siamo in alta stagione e la chiusura del Vesuvio comporterebbe un danno d’immagine inestimabile – conferma il presidente del Parco Ugo Leone -. Ci stiamo attivando con la Regione affinché questa vicenda si chiuda in tempi brevissimi: i fondi ci sono, ora occorre avere la pazienza di attendere i tempi richiesti dalla burocrazia».
Da Il Mattino del 19 Maggio 2009, di Francesco Catalano

Artigianato e prodotti tipici, ecco il museo

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L’«associazione italiana uomo ambiente» propone un progetto trasversale per la valorizzazione ai fini turistici dei beni culturali e dei prodotti tipici locali del Parco nazionale del Vesuvio da realizzare all’interno della «ex Officina Cook» in località San Vito a Ercolano. Il progetto prevede spazi ad hoc per attività di educazione ambientale con sala della flora, sala della fauna, sala geologica e laboratori didattici. Il fiore all’occhiello: museo della cultura napoletana allestito dai maestri pastorai di San Gregorio Armeno e il laboratorio dell’arte presepiale. «La nostra proposta ha una rilevanza internazionale con il museo della cultura napoletana – dice Raffaele Di Fiore, presidente dell’associazione – i maestri di San Gregorio Armeno sono chiamati per esporre in tutto il mondo: il progetto si propone di importare in quest’area la loro arte con sede di un museo permanente unico nel suo genere, i cui personaggi, realizzati con la tecnica della lavorazione della terracotta, sono riprodotti nelle loro fattezze e ambientazioni caratteristiche». Al museo si affiancherebbe un laboratorio per l’arte presepiale in cui il visitatore, seguito da un maestro di San Gregorio Armeno, sia in grado di appropriarsi dei principi della tecnica presepiale napoletana avendo l’occasione di realizzare un pastore o altro manufatto tipico di questa arte. Non è stato facile convincere questi artisti a portare la loro arte fuori dal centro storico, fucina di capolavori ammirati e richiesti nelle corti e nei palazzi di potere di tutto il mondo . «Ho già concordato con i maestri Ferrigno ed Esposito – dice Di Fiore – i quali dopo un primo tentennamento hanno aderito al progetto a titolo gratuito e con entusiasmo. Mi auguro ora -prosegue Di Fiore – che l’Ente Parco capisca il valore della proposta, non solo culturale ma anche per l’attrazione dei flussi turistici e il conseguente indotto economico, e sia tenuta nella giusta considerazione». Il piano proposto prevede una serie di interventi integrati volti a valorizzare il territorio del Parco del Vesuvio, le sue risorse naturali, i prodotti e i manufatti tipici di cui quest’area è estremamente ricca ma, assicura il presedente dell’associazione, senza costi per l’Ente Parco: «Come associazione ci impegnamo noi stessi a reperire partners per finanziare il progetto, salvo il Parco o altro ente istituzionale non vogliano aderire. Ovviamente abbiamo già contatti con alcuni grandi marchi». Per il presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Ugo Leone non c’è ancora un’idea definitiva sull’utilizzo dei locali di San Vito, e, il progetto denominato ex Officina Cook potrebbe essere un’idea allettante e fattibile: «Si tratta senza dubbio – spiega Leone – di un progetto rilevante ma va discusso all’interno del consiglio direttivo dell’ente». La prossima settimana la proposta sarà sul tavolo di discussione all’attenzione del cda ma va precisato che nell’ambito di tutte le nostre attività nessun progetto può avere un affidamento diretto dunque – conclude – qualora il progetto “Ex Officina Cook” dovesse passare potrà essere affidato solo all’eventuale vincitore del bando di evidenza pubblica”.
Da Il Mattino del 17.05.2009. Articolo di Patrizia Panico

Vesuvio, un piano per il rilancio turistico

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Promuovere e rilanciare l’immagine di ciò che nel mondo più viene associato alla Campania e a Napoli: il Vesuvio. Con questo intento si è tenuto ieri a quota mille, nel nuovissimo centro visite Imbò dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, un tavolo di lavoro per pianificare una strategia comune di promozione turistica dell’area vesuviana. Al tavolo di lavoro oltre all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio hanno preso parte anche l’assessorato regionale al Turismo, agenzie di promozione territoriale, gli amministratori vesuviani e operatori del settore turistico. Di un primo ma non ultimo appuntamento interistituzionale ha parlato il Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio Ugo Leone che ha dichiarato: «Vesuvio e turismo si coniugano solo se gli interventi da mettere in campo sono sostenibili dal punto di vista ambientale. Tali interventi devono avere premura di conservare e lasciare in eredità alle generazioni che verranno le tipicità e le risorse dell’area vesuviana». Al tavolo di lavoro ha partecipato anche Claudio Velardi, assessore regionale al Turismo che ha sottolineato l’importanza di ripensare nuove forme di turismo. «Alla tutela del Vesuvio – ha osservato Velardi – deve seguire una sua promozione organizzata. Il Vesuvio che rappresenta il simbolo di Napoli e della Campania nel mondo deve poter andare oltre un turismo massificato e guardare alle nuove prospettive offerte dal turismo esperienziale». Nino Daniele, sindaco di Ercolano ha tenuto a precisare l’importanza di un coordinamento tra gli enti e le agenzie territoriali vesuviane dichiarando: «È necessario andare oltre il turismo mordi e fuggi che per il nostro territorio ha più costi che benefici. In questo senso è necessario trovare soluzioni collegiali e sinergiche che permettano una piena crescita economica dell’area vesuviana». Sempre sul tema della crescita economica dell’area vesuviana è intervenuto Leopoldo Spedaliere, presidente dell’agenzia locale di sviluppo Tess – Costa del Vesuvio. «Il Vesuvio – ha spiegato Spedaliere – è il vertice di un rombo che insieme alle isole, alla fascia costiera e al complesso dei siti archeologici rappresenta una risorsa strategica per la crescita economica». Del Vesuvio come grande attrattore turistico che merita un patto tra le istituzioni ha parlato Giuseppe Capasso, presidente della Comunità del Parco del Vesuvio. «È importante che al più presto si approvino quei programmi di intervento per l’area vesuviana che sono già stati definiti. Se non si fa questo – ha continuato Capasso – il Parco Nazionale corre il rischio di un’inquietante asfissia». Ha sottolineato l’importanza di approvare strumenti normativi adeguati ad una vera promozione dell’area vesuviana anche il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Pone che ha dichiarato: «È da nove anni che si attende dalla Regione Campania una legge regionale per il Turismo. Questo strumento è necessario per una pianificazione turistica efficace e concreta».
Da Il Mattino del 16.05.2009. Articolo di Salvatore Esposito