Month: luglio 2008

Crisi dei rifiuti: le spiegazioni delle guide in tutte le lingue

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Tra ginestre e pietra lavica spuntano cumuli di rifiuti. A Ercolano non è certo una novità ma da qualche giorno anche le guide vulcanologiche che accompagnano i turisti in visita al cratere del Vesuvio sono state costrette ad inserire un’apposita sezione dedicata all’emergenza rifiuti nelle loro spiegazioni multilingue rivolte agli stranieri. Una triste necessità dettata dal perdurare della crisi che comporta la presenza di rifiuti di lungo la strada provinciale che conduce al piazzale a quota mille metri, da cui comincia il sentiero del «Gran Cono». La situazione di via dell’Osservatorio è in alcuni punti tragica, con i turisti che a bordo dei bus scattano foto e osservano l’immondizia ai lati della strada. E una volta scesi dai pullman chiedono chiarimenti e spiegazioni proprio a chi li accompagna lungo la risalita pedonale al cratere. Di qui l’idea delle guide vulcanologiche di non farsi trovare “impreparate” e di inserire – accanto alle spiegazioni dedicate a eruzioni, sentieristica, tipicità di flora e fauna – anche un commento sull’emergenza rifiuti. «Da un po’ di tempo – spiega Luigi Maisto, una delle guide vulcanologiche – i turisti fanno domande sui rifiuti che si trovano nell’area protetta e noi rispondiamo, così come alle altre loro curiosità. È il nostro lavoro. Così abbiamo deciso di anticipare le domande e metterli al corrente della problematica legata alla crisi rifiuti. Non c’è nulla, purtroppo, da nascondere. I rifiuti sono un pessimo biglietto da visita per chi decide di trascorrere una giornata nel parco nazionale del Vesuvio». Furono 160mila i visitatori registrati al Gran Cono nei mesi di giugno, luglio e agosto 2007. «Stando alle nostre stime – prosegue la guida – i turisti sono diminuiti. In media ce ne sono 1500 al giorno ma lo scorso anno di questi periodi ne erano di più». I racconti delle guide vulcanologiche fanno sorridere ma sono anche espressione di un momento difficile «che ha ridotto – ricordano le guide – il numero di presenze al Vesuvio quasi del trenta per cento rispetto allo scorso anno». E così, tra le tante storie, emerge un episodio che vede come protagonista una turista olandese. A raccontarlo è lo stesso Maisto: «Due settimane fa stavo accompagnando un gruppo di turisti al cratere – ricorda la guida vulcanologica – quando un’olandese mi ha chiesto di quale specie “protetta” fossero gli esemplari grigi che girovagavano tra i rifiuti lungo le strade del parco nazionale. Erano ratti e lei li aveva fotografati credendo si potessero trattare di animali tipici della zona. Un aneddoto che si commenta davvero da solo». Racconti a parte ormai è una consuetudine per i turisti scattare foto ai cumuli di immondizia o farsi ritrarre accanto a ginestre e rifiuti. Ma nei prossimi giorni la situazione dovrebbe migliorare. «Abbiamo ricevuto comunicazione – spiega il sindaco Nino Daniele – di un conferimento straordinario a partire da oggi per i prossimi 5 giorni. In pratica da Ercolano verranno prelevate 50 tonnellate in più al giorno e oltre al centro cittadino sarà possibile prelevare i rifiuti anche dalla strada che conduce al Vesuvio. Ci rendiamo conto del danno di immagine e della pessima accoglienza. Il 18 luglio, intanto, Ercolano presenterà il piano della raccolta differenziata che partirà il 15 settembre». Sull’emergenza rifiuti interviene anche Ugo Leone, presidente dell’ente parco nazionale del Vesuvio. «Ho incontrato lo staff di Bertolaso – afferma – e ho presentato il documento già approvato dalla comunità del parco. L’intenzione è quella di smaltire i rifiuti prodotti nel parco all’interno dell’area protetta nel rispetto delle normative dividendo l’umido dal secco e creando uno o due impianti di compostaggio di qualità. La proposta, poi, è anche quella di evitare che nell’area del Gran Cono circolino merci che possano essere trasformate in rifiuti limitando così la produzione di immondizia. E poi potrebbero essere create isole ecologiche per effettuare la raccolta differenziata. Non credo che il calo di turisti al Vesuvio sia dovuto all’emergenza rifiuti». A Castellammare, mentre al centro città comincia a rientrare l’emergenza rifiuti, in periferia e nei quartieri collinari del territorio stabiese, è ancora allarme igienico-sanitario. Da via vecchia Fontanelle ai boschi di Quisisana non si contano le montagne di sacchetti in giacenza per strada e sui marciapiedi. Una situazione assurda che con il caldo afoso è diventata insostenibile, come protestano i residenti delle zone ancora invase dall’immondizia. «Non se ne può più, nonostante i controlli dell’amministrazione comunale c’è ancora chi lascia pattume lontano da casa ed il nostro quartiere è fra i preferiti del comprensorio – commenta una giovane donna che abita a pochi metri dalla Reggia borbonica – quel che è peggio è che i cassonetti sporchi sono diventati la culla di insetti ed animali di ogni tipo, chiediamo un intervento della Multiservizi subito». Lo stesso Sos lo lanciano gli ambientalisti ed il Pdl per i sentieri trasformati in discariche a cielo aperto del parco ombroso di Quisisana. «Fra un po’ non sarà neanche possibile più passeggiare nei viali alberati ai piedi del Faito- hanno sottolineato Ernesto Freiles della Pro Natura ed Antonio Sicignano del Circolo della libertà- bisogna intervenire tempestivamente con controlli, denunce e multe, i cittadini devono collaborare per salvare l’unico polmone verde della nostra irrespirabile città ed il Comune deve fare il resto”.

Vie di fuga, chiesto l’intervento di Bertolaso

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Il sindaco Ciro Borriello ha chiesto l’intervento di Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, per affrontare la questione relativa alla realizzazione della strada pedemontana, dalla panoramica di Trecase fino al casello autostradale di Torre del Greco. Una via di fuga, nel caso di un’eventuale eruzione vulcanica. Un progetto finanziato, ma che tarda a decollare. «La proposta della strada – spiega il primo cittadino torrese – è già sostenuta da fondi regionali e statali. Sono disponibili ben 9milioni di euro, di cui 2milioni finanziati con una delle ultime Finanziarie dell’ex governo Berlusconi, quando ero parlamentare». A oggi, ancora non sono partiti i lavori. «Mi fa rabbia – prosegue il sindaco Borriello – che un importantissimo progetto sia inspiegabilmente fermo da anni. Per tali ragioni, ho chiesto con urgenza l’intervento di Bertolaso, affinché sia al più presto organizzato un tavolo di lavoro con i soggetti istituzionali competenti». Una richiesta volta, dunque, a smuovere le acque, in assenza fino a ora di risultati concreti. Non sono mancati incontri e conferenze. L’ultima conferenza dei servizi, a luglio dello scorso anno. In quell’occasione il tragitto fu definito dai tecnici dell’area Direzione, progettazione e viabilità della Provincia di Napoli. «Nell’ambito dell’attività programmatica, relativa alla sicurezza del territorio, in particolare per quanto riguarda le iniziative di prevenzione del rischio vulcanico – conclude Borriello – ritengo assolutamente necessaria la realizzazione della strada pedemontana. Pertanto auspico che le istituzioni interessate, Regione Campania, prefettura di Napoli, Provincia, comune di Trecase, Sovrintendenza pei i beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia, e l’Ente parco Vesuvio siano pronte ad accogliere favorevolmente la mia richiesta di una conferenza di servizi per dare l’ok alla realizzazione della strada».