Month: febbraio 2008

Biglietteria chiusa, Vesuvio gratis

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Cinquecento turisti hanno visitato gratuitamente il cratere del Vesuvio. Ieri mattina, nonostante gli accordi e le rassicurazioni, gli ex dipendenti della cooperativa in agitazione assunti dalla Recam non hanno aperto la biglietteria, con un danno economico sia per l’ente parco sia per le guide vulcanologiche. Ancora un giorno senza riscossione dei biglietti, ma almeno ieri il cratere è stato accessibile. Questa mattina la situazione dovrebbe tornare alla normalità, in quanto già nella tarda mattinata di ieri gli ex soci della cooperativa che da questa mattina dovrebbero occuparsi del servizio biglietteria, hanno riferito alle guide di essere impegnati ad ultimare le operazioni per consentire la vendita dei ticket a partire da oggi. L’accesso al cratere del Vesuvio, ieri mattina, non era sbarrato e comunque i tour operator erano stati informati della possibilità di visitare il cratere, così le guide vulcanologiche, dopo le proteste dei turisti e dei loro accompagnatori, hanno provveduto ugualmente a effettuare il loro servizio di accompagnamento lungo il sentiero del Gran Cono. Poco dopo le 9 del mattino a raggiungere il piazzale a quota 1000 metri, da dove ha inizio la risalita pedonale, sono stati una comitiva di croceristi e altri gruppi di turisti provenienti soprattutto dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dal Sud America. «Anche ieri, così come lunedì – spiega Luigi Maisto, esponente del direttivo delle guide – credevamo che qualcuno degli ex soci della cooperativa in liquidazione aprisse la biglietteria e invece non è avvenuto. Ci hanno detto che da questa mattina la biglietteria entrerà in funzione. Lo speriamo perché negli ultimi 40 giorni, a causa dello stop del servizio di riscossione e delle visite al Vesuvio, abbiamo registrato un notevole danno economico, quantificabile in circa 2mila euro per ciascuna delle 37 guide. Siamo solidali con gli ex soci della cooperativa ma pensavamo che con l’assunzione di 18 di loro da parte della Recam tutto potesse risolversi». Lunedì, invece, gli ex soci della cooperativa non assunti dalla Recam – società mista incaricata dall’ente parco di gestire i servizi di pulizia della sede, biglietteria e parcheggio – avevano manifestato il loro disappunto sulle modalità scelte per le assunzioni. Ciro Fusco, sindacalista della Cisl ha chiesto la convocazione, entro l’inizio della prossima settimana, di un ulteriore tavolo di confronto che potesse dare garanzie agli altri lavoratori dell’ex cooperativa.

Biglietteria ancora chiusa. I lavoratori coop del Parco: privilegiati gli iscritti ai sindacati

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Avrebbe dovuto riaprire ieri la biglietteria del Vesuvio. E invece, nonostante l’accordo trovato venerdì per risolvere la vertenza degli ex soci della cooperativa «Vesuvio, Natura e Lavoro», l’accesso al cratere non è stato riattivato. Forse l’apertura ci sarà questa mattina, almeno secondo quanto assicurano i sindacalisti. Lunedì – come da intese tra ente Parco e sindacati – diciotto dei novantuno ex lavoratori sono stati assunti dalla Recam, la società mista partecipata con maggioranza della Regione Campania, a cui l’ente Parco ha affidato provvisoriamente i servizi di pulizia della sede, gestione dell’area parcheggio e vendita dei biglietti per il cratere. Ma altri lavoratori hanno dimostrato il proprio disappunto sulle modalità con cui sono stati scelti i colleghi assunti. E così la biglietteria non ha aperto e molti soci dell’ex cooperativa ieri mattina hanno impedito ai dipendenti dell’ente parco di lavorare, occupando la sede di San Sebastiano al Vesuvio nell’attesa di un incontro svoltosi nel pomeriggio. Intanto, ieri al piazzale del Vesuvio, verso le 9 del mattino, è arrivata una comitiva di cento turisti americani per partecipare a un’escursione lungo il sentiero del Gran Cono, già prenotata da tempo presso le guide vulcanologiche che hanno consentito loro l’accesso alla sommità del vulcano, dal momento che avevano ricevuto rassicurazioni dall’ente parco sul ripristino – a partire da ieri – delle visite. Un altro centinaio di persone, invece, ha fatto marcia indietro. «Siamo solidali – spiega Luigi Maisto, componente del direttivo delle guide – con gli ex soci della coop. Speravamo che da ieri tutto potesse tornare alla normalità e invece abbiamo aspettato invano che qualcuno aprisse la biglietteria». Stando agli accordi la Recam avrebbe assunto in via provvisoria parte dei dipendenti dell’ex cooperativa – così come è avvenuto – con fondi dell’ente Parco. Ma per gli ex soci della «Natura, Vesuvio e Lavoro» era stato definito anche un piano a medio e lungo termine: un numero maggiore di lavoratori rispetto a quello assunto dalla Recam due giorni fa, potrebbe continuare a lavorare nell’area protetta con finanziamenti dell’unione europea previsti per la realizzazione di altre attività dell’ente parco. «Noi siamo spettatori passivi – spiega il presidente dell’ente Parco, Ugo Leone – Abbiamo esigenza di riprendere i servizi affidati ora alla Recam. A quanto appreso dai sindacati i nominativi dei 18 assunti dell’ex cooperativa sono stati decisi in base a un accordo dei lavoratori e d’intesa con i loro rappresentanti di categoria». «I delegati sindacali interni dell’ex cooperativa – spiega Ciro Fusco, sindacalista della Cisl – nello stilare la lista hanno pensato solo ai loro stessi. Chiediamo entro lunedì la costituzione di un tavolo operativo tra Recam, Parco e sindacati perché vengano attivati i fondi Pit e Por, pari a 8 milioni e 500mila euro, per consentire nuove attività di ingegneria naturalistica e affinché la Recam proceda con altre assunzioni. Per la restante parte degli ex soci chiediamo che vengano previsti tutti gli ammortizzatori sociali. È possibile che da oggi la biglietteria riprenda a funzionare».

Scossa sul Vesuvio: gli esperti, nessun allarme

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Un sussulto appena più forte, torna la paura poco dopo mezzogiorno nelle zone alte del Vesuvio. «Una scossa isolata, fisiologica per un’area vulcanica, niente di strano o di preoccupante», spiegano subito i ricercatori dell’Osservatorio geofisico che monitorizza giorno e notte il respiro del gigante addormentato. Ai centralini dei Comuni e della Protezione Civile, però, arrivano decine di telefonate di chi ha sentito vibrare più intensamemte del solito i vetri dei piani alti di Ercolano, San Sebastiano, Torre del Greco. Alle 12,40 di ieri, improvvisa, una spallata dal basso: 2.3 gradi di magnitudo (di energia liberata, cioè, misurata secondo i parametri della scala Richter) nella zona epicentrale, localizzata esattamente in corrispondenza con il cono centrale del vulcano, in uno strato di poco superiore ai due chilometri di profondità. Inutile parlare di scala Mercalli, considerando le caratteristiche dell’area, molto distante dall’abitato. E del resto l’allarme è scattato soltanto dopo qualche minuto, quando la notizia del terremoto è comparsa sul sito web dell’Osservatorio Vesuviano. Dopo il sisma, durato una decina di secondi, la rete di sorveglianza geofisica non ha fatto registrare altri eventi, sia pure impercettibili o strumentali, nel comprensorio vesuviano. Nessuno sciame sismico, dunque: dall’ottobre di tre anni fa non si registrano nell’area vesuviana episodi di giustificato preallarme. Centinaia di microscosse, ma isolate e quasi sempre impercettibili. «Segno evidente dell’assoluta normalità che continua a caratterizzare l’evoluzione dell’attività all’interno del vulcano», conferma il professore Marcello Martini, direttore dell’Osservatorio geofisico. «Nessun motivo di allarme, siamo in presenza di fenomeni del tutto prevedibili, anzi fisiologici. Sul Vesuvio, come del resto nei Campi Flegrei, i nostri sismografi registrano fino a cinque-seicento piccole scosse, molte neppure avvertite, all’anno. Credo che sia la regola, considerando che parliamo di due vulcani fra i più importanti del mondo: l’anomalia sarebbe, al contrario, se improvvisamente non si avvertissero più i movimenti tellurici, sia pure in profondità superficiali». E da oggi tutte le informazioni diffuse dal sito web dell’Osservatorio (un vero e proprio bollettino delle scosse sismiche, anche strumentali, registrate nell’area vulcanica napoletana) saranno accompagnate da brevi considerazioni per evitare il rischio di preoccupazioni inutili o addirittura dal diffondersi di psicosi del tutto ingiustificate. Nessun collegamento con il terremoto ancora una volta registrato nelle isole a più alto rischio della Grecia, si precisa in un comunicato ufficiale dell’Osservatorio. Tanto meno con gli eventi impercettibili (molto meno intensi e ancor più superficiali) generati nel comprensorio di fuoco dei Campi Flegrei. Qui un sussulto appena superiore a un grado della scala Richter, due settimane fa, aveva provocato molta paura fra i residenti delle zone alte di Pozzuoli, più vicine ai crateri di Cigliano e della Solfatara. «Facile capire perché – spiega il professore Martini – Quando l’epicentro di questi microeventi capita proprio in corrispondenza dei centri abitati, il riflesso evidentemente è maggiore, anche se la carica energetica è minima, come nel caso dell’ ultima scossa avvertita nei Campi Flegrei».

Visite al Vesuvio, una schiarita nella vertenza

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Dovrebbe riaprire questa settimana la biglietteria del Vesuvio. Dopo oltre un mese di stop, con ogni probabilità tra meno di sette giorni sarà possibile tornare a visitare il cratere. Ieri la prima riunione ufficiale del nuovo presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Ugo Leone, con i sindacati dell’ex cooperativa in agitazione, alla presenza anche di funzionari regionali. E dall’incontro emerge una buona notizia. «Abbiamo avviato una soluzione in due tempi – spiega Leone – Nell’immediato, credo già tra qualche giorno, si provvederà a riattivare il sevizio biglietteria e a pulire i locali in cui ha sede l’ente parco. Compiti gestiti fino a prima dell’agitazione dai lavoratori dell’ex cooperativa ”Vesuvio, Natura e Lavoro”. Poi ci sarà un piano volto alla risoluzione della questione legata a queste persone». La cooperativa in liquidazione stava lavorando già in proroga con i suoi 91 lavoratori presso l’ente parco ma da un mese gli ex soci della coop ”Vesuvio, Natura e Lavoro” avevano incrociato le braccia. Di qui lo stop al servizio di vendita di ticket per effettuare la risalita pedonale verso il cratere: di conseguenza anche le guide vulcanogiche non possono accompagnare i turisti e si limitano a spiegare ai visitatori – molti dei quali stranieri – ciò che sta accadendo. Stando alle indiscrezioni pare che già nella giornata di oggi potrebbe essere formalizzare una soluzione giuridica che consenta di far riprendere le attività. Un sospiro di sollievo per i tour operator e le agenzie di viaggio che nelle ultime settimane hanno dovuto disdire numerose prenotazioni. La soluzione a breve termine dovrebbe essere quella di impiegare un numero limitato di lavoratori dell’ex coop per la vendita di ticket e per le operazioni di pulizia della sede. I costi saranno sostenuti dall’ente parco, il cui bilancio – così come quello di altre aree protette – è comunque limitato, in assenza di altri sostegni. «Ho in programma altri incontri per ascoltare i bisogni di tutti – prosegue il nuovo presidente -. Accanto al nodo dell’ex cooperativa c’è anche il problema del presidio delle guide vulcanologiche che è fermo da un mese».