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Il Vesuvio ritrova il trenino a cremagliera   (da Il Mattino del 25 Marzo 2007)

(di Franco Mancusi) Cinque chilometri di paesaggio mozzafiato, turisteggiando dal mare alle pendici del gigante addormentato. L'emozione del vecchio trenino dalle carrozze verdi e gialle di latta per ripercorrere le oasi più belle dell'itinerario naturale vesuviano, fra rocce nerissime di lava, pinete rigogliose, tappeti di verde punteggiato da ginestre, papaveri, fiori a piante delle più variopinte specie mediterranee. Nasce così, in un tripudio di gioia e di colori, il progetto della nuova cremagliera disegnata da un capo all'altro dell'antico percorso vulcanico, dalla stazioncina Cooke alla valle dell'Inferno e all'Osservatorio, tra le profondità del gran cono e la caldera del monte Somma. Nasce e si snoda sul tracciato della stradina ferrata distrutta dall'ultima eruzione, nel mese di marzo del '44. Tutto pronto, dopo quasi due anni di lavoro per ripristinare il trenino (niente a che fare con l'altra mitica struttura di funiculì-funiculà), grazie all'intesa una volta tanto perfetta fra Regione, Comune, Parco, ente Ville Vesuviane. Dalle parole ai fatti. E ieri mattina nel ritrovato splendore della Favorita, il presidente della Regione Antonio Bassolino, l'assessore Ennio Cascetta, con il sindaco di Ercolano Nino Daniele, il presidente del Parco Amilcare Troiano, il direttore delle Ville Vesuviane Paolo Romanello hanno presentato il concorso internazionale di progettazione del nuovo trenino vesuviano. Una chicca turistica in più, che dovrebbe entrare in funzione entro tre o quattro anni. Cinque chilometri, cinque stazioni-bonsai localizzate nei punti strategico dello scenario vulcanico vesuviano, interventi studiati nel rispetto assoluto delle norme della compatibilità ambientale e del buon senso. «Una volta approvato il progetto vincitore, entro la fine dell'anno prossimo, potremo definire il piano complessivo di realizzazione e di gestione della ferrovia, con la partecipazione dei gruppi privati che decideranno di investire nella nostra regione», ha spiegato il presidente Antonio Bassolino. E l'assessore Ennio Cascetta, sostenitore tenace dell'operazione, ha ricordato gli sforzi della Regione «per il rilancio economico e turistico del comprensorio vesuviano, dal recupero delle residenze del favoloso Miglio d'oro al potenziamento delle strutture logistiche indispensabili per favorire il decollo delle imprese legate alle attività dell'accoglienza». Al meeting di presentazione hanno partecipato anche il presidente della commissione regionale per l'Urbanistica Pasquale Sommese, il preside della facoltà di Architettura Benedetto Gravagnuolo, il professor Carlo Gasparini, responsabile del procedimento scientifico e curatore della mostra allestita negli spazi di villa Favorita (domani l'apertura al pubblico). Non è mancata, nel corso dell'incontro, un'anteprima a sorpresa: «Fra quindici giorni - ha annunciato il presidente del Parco, Troiano - apriremo il cantiere per i lavori di restauro dell'ex officina Cooke, salvata per miracolo dalla lava e dalla devastazione».

 

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